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Erogazioni liberali e donazioni: come ridurre le tasse facendo del bene

Donare a ONLUS, università, enti religiosi o ONG non è solo un gesto solidale: è anche un modo legale e conveniente per ridurre le tasse. Le detrazioni IRPEF sulle donazioni possono arrivare fino al 35%, senza limiti di spesa in alcuni casi.


Come funziona la detrazione sulle donazioni

Quando effettui una donazione a un ente riconosciuto dalla legge, puoi detrarre una percentuale di quella spesa direttamente dall’IRPEF da pagare. Non si tratta di una riduzione del reddito imponibile (come le deduzioni), ma di una riduzione diretta dell’imposta: ogni euro di detrazione è un euro di tasse in meno.

La percentuale varia in base al tipo di ente destinatario. Vediamo le principali categorie.


Le aliquote di detrazione per tipo di ente

Detrazione al 19% — La soglia base, applicabile alle donazioni verso:

  • Enti dello spettacolo e della cultura riconosciuti
  • Alcune fondazioni e associazioni di promozione sociale

Detrazione al 26% — Per le donazioni a:

  • ONLUS (Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale)
  • APS iscritte nei registri nazionali o regionali
  • Associazioni di promozione sociale

Detrazione al 30% — Per le donazioni a:

  • Organizzazioni di volontariato iscritte nei registri

Detrazione al 35% — La più alta, riservata alle donazioni a:

  • Organizzazioni di volontariato con particolari requisiti

Per alcune categorie — come le istituzioni religiose (Chiesa cattolica, Avventisti, Valdesi, Luterani, ecc.) — esistono regole specifiche con limiti di importo fissi.


Donazioni senza limite di spesa

In alcuni casi non esiste un tetto massimo alla spesa detraibile: puoi donare qualsiasi cifra e detrarne la percentuale prevista. È il caso delle donazioni alle ONLUS e alle organizzazioni di volontariato, dove la detrazione si applica sull’intera somma donata, fino a concorrenza dell’imposta dovuta.


Come si fruisce della detrazione

La detrazione non arriva automaticamente in busta paga come le altre agevolazioni: va indicata nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi PF).

Per poterla richiedere è necessario:

  • Conservare la ricevuta della donazione o il bonifico bancario
  • Assicurarsi che l’ente destinatario sia effettivamente riconosciuto (ONLUS iscritta, ente religioso convenzionato, ecc.)
  • Indicare l’importo donato nel quadro corretto della dichiarazione

Esempio pratico

La situazione di Anna

Anna è una commercialista di Verona, guadagna 45.000 euro lordi l’anno e ha un’aliquota marginale IRPEF del 33%. Nel 2026 decide di donare 2.000 euro a una ONLUS che si occupa di contrasto alla povertà infantile, regolarmente iscritta.

La detrazione applicabile è il 26% sull’importo donato:

  • Detrazione: 26% × 2.000 € = 520 euro
  • IRPEF da pagare: si riduce di 520 euro

In pratica, quei 2.000 euro di donazione le costano realmente 1.480 euro, perché 520 euro li recupera direttamente sulle tasse.

Se invece avesse donato alla stessa cifra a un’organizzazione di volontariato con detrazione al 35%:

  • Detrazione: 35% × 2.000 € = 700 euro
  • Costo reale della donazione: 1.300 euro

Anna inserisce la donazione nel suo 730 con il CAF a maggio: la detrazione viene scalata direttamente dall’IRPEF dovuta, e se ha già pagato troppo durante l’anno tramite le ritenute in busta paga, riceve la differenza in rimborso.


Prima di effettuare una donazione, verifica sempre che l’ente sia regolarmente iscritto e riconosciuto: solo in quel caso la detrazione è ammessa. In caso di dubbio, chiedi all’ente stesso di confermare la propria qualifica fiscale o consulta il registro nazionale del Terzo settore sul sito del Ministero del Lavoro.

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