Dal 1° gennaio 2026 il tetto giornaliero esentasse per i ticket restaurant digitali è salito da 8 a 10 euro. Una piccola modifica sulla carta, ma che vale oltre 500 euro netti in più all’anno per chi lavora a tempo pieno.
Cosa sono i buoni pasto e come funzionano
I buoni pasto sono un benefit che il datore di lavoro può riconoscere ai propri dipendenti per ogni giornata di lavoro effettiva. Non si tratta di uno stipendio aggiuntivo nel senso tradizionale: sono voucher — oggi quasi sempre digitali, su app o carta prepagata — da spendere in supermercati, bar, ristoranti e negozi convenzionati.
La cosa più importante da sapere è questa: entro una certa soglia giornaliera, i buoni pasto non sono tassati. Non aumentano il reddito imponibile, non ci paghi l’IRPEF sopra, non ci pagano i contributi né tu né la tua azienda. Sono, in pratica, soldi netti.
La novità del 2026: da 8 a 10 euro al giorno
Fino al 31 dicembre 2025, la soglia di esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici era fissata a 8 euro al giorno. Dal 1° gennaio 2026 è salita a 10 euro al giorno.
Significa che ogni voucher digitale fino a 10 euro non genera alcuna tassazione. Zero IRPEF, zero contributi.
Per i buoni pasto cartacei, invece, la soglia rimane ferma a 5 euro al giorno — uno scarto ora ancora più marcato rispetto agli elettronici.
| Tipo di buono | Soglia 2025 | Soglia 2026 |
|---|---|---|
| Elettronico | 8 €/giorno | 10 €/giorno |
| Cartaceo | 5 €/giorno | 5 €/giorno |
Quanto vale concretamente per te
Se lavori circa 22 giorni al mese e ricevi buoni pasto elettronici da 10 euro al giorno, ecco i numeri:
- 220 euro al mese completamente netti
- 2.640 euro all’anno senza pagare un centesimo di tasse
Confronto con i buoni cartacei alla soglia massima (5 €/giorno): 110 euro al mese, 1.320 euro all’anno. La differenza è di 1.320 euro netti l’anno solo per il formato del voucher.
E per chi lavora in smart working? Nessun problema: i buoni pasto spettano alle stesse condizioni di chi lavora in sede. Non perdono né il diritto né l’agevolazione fiscale.
Cosa succede se si supera la soglia
Se il buono giornaliero supera i 10 euro — anche di pochi centesimi — la parte eccedente diventa imponibile e viene tassata come reddito ordinario. Non l’intera cifra, solo ciò che supera la soglia. Per questo la maggior parte delle aziende fissa il valore del buono esattamente al limite massimo agevolato.
Come si usano i buoni pasto
Qualche regola da tenere a mente:
- Si maturano solo nelle giornate di effettiva prestazione lavorativa (non nei giorni di ferie, malattia o permesso)
- Non si possono convertire in denaro: il loro valore è spendibile solo presso esercizi convenzionati
- Si usano in supermercati, bar, ristoranti, gastronomie e negozi alimentari aderenti al circuito del proprio operatore
- In alcuni casi è possibile cumulare più buoni in un’unica spesa, fino ai limiti previsti dal singolo esercente
Esempio pratico
La situazione di Chiara
Chiara è impiegata in un’azienda di Milano, lavora 22 giorni al mese e fino al 2025 riceveva buoni pasto elettronici da 8 euro al giorno.
Con il vecchio limite:
- 8 € × 22 giorni = 176 € al mese esentasse
- 176 € × 12 mesi = 2.112 € l’anno senza tasse
Dal 2026, la sua azienda ha aggiornato il valore a 10 euro al giorno:
- 10 € × 22 giorni = 220 € al mese esentasse
- 220 € × 12 mesi = 2.640 € l’anno senza tasse
Differenza: +528 euro netti all’anno, senza lavorare un’ora in più e senza fare nessuna pratica. Chiara ha semplicemente ricevuto una notifica dall’app del suo operatore di buoni pasto con il nuovo saldo aggiornato.
Cosa fare se la tua azienda usa ancora i buoni cartacei
Se la tua azienda eroga ancora buoni pasto in formato cartaceo (soglia 5 €), potresti perdere fino a 1.320 euro netti all’anno rispetto al massimo possibile con gli elettronici.
Il passaggio al digitale conviene a entrambe le parti: il dipendente guadagna di più in termini reali, l’azienda non aumenta il costo del lavoro. Vale la pena sollevare la questione con il proprio ufficio HR o con il responsabile amministrativo — non è un aumento di stipendio, è un aggiornamento di formato che si paga da solo.
I buoni pasto sono un diritto contrattuale o aziendale: non tutti i dipendenti ne beneficiano automaticamente. Verifica con il tuo datore di lavoro se sono previsti dal tuo contratto o dal piano welfare della tua azienda.





