La Legge di Bilancio 2025 introduce importanti novità sulla pensione anticipata contributiva, ampliando le possibilità di accesso ma con requisiti più stringenti, soprattutto per chi integra la previdenza pubblica con quella complementare.
Principali Modifiche
Integrazione della previdenza complementare: Le rendite derivanti da previdenza complementare possono ora essere utilizzate per raggiungere l’importo minimo richiesto (3 volte l’assegno sociale, €1.603,23 lordi nel 2024), consentendo l’accesso alla pensione anticipata a 64 anni.
Requisiti contributivi più severi
Per chi usa la previdenza complementare, i contributi minimi passano a 25 anni nel 2025 e a 30 anni dal 2030.
Incompatibilità con redditi da lavoro: Chi accede con la previdenza complementare non può cumulare redditi da pensione e da lavoro fino all’età ordinaria di pensionamento (67 anni).
Aumento dell’importo soglia: Dal 2030, il requisito dell’importo minimo salirà a 3,2 volte l’assegno sociale.
Contesto Normativo
La misura, rivolta ai lavoratori senza contribuzione precedente al 31/12/1995, permette il pensionamento anticipato rispetto ai 67 anni richiesti per la pensione di vecchiaia. I requisiti principali includono:
- Età minima: 64 anni;
- Contribuzione effettiva: almeno 20 anni;
- Finestra di attesa: 3 mesi;
- Importo minimo della pensione: 3 volte l’assegno sociale (con riduzioni per lavoratrici con figli).
Esempio
Un lavoratore con una pensione INPS di €1.300 e una rendita integrativa di €400 (totale €1.700) supera la soglia minima e può accedere alla pensione anticipata.
Criticità
Requisiti più stringenti: I contributi aumentati possono escludere lavoratori, nonostante un fondo pensione integrativo.
Maggior complessità: Pianificazione previdenziale più articolata, richiedendo consulenza esperta.
Conclusioni
Le nuove regole offrono flessibilità, ma richiedono maggiore attenzione alla pianificazione previdenziale, con l’obiettivo di garantire sostenibilità del sistema e protezione economica per i lavoratori nel lungo termine.





