La Manovra 2026 introduce alcune misure di alleggerimento fiscale e diversi incentivi per le imprese. In particolare, sono previsti un po’ meno tasse e alcuni strumenti di supporto agli investimenti. Tuttavia, secondo tutte le principali associazioni di categoria, la direzione intrapresa non è sufficiente per sostenere una vera crescita dell’economia.
Il problema non è tanto l’assenza di misure, quanto la loro durata limitata, l’impatto ridotto e l’incertezza che non permette né alle imprese né ai lavoratori di programmare il futuro con serenità.
I due punti più discussi della Manovra
1. Iperammortamento per tecnologia e sostenibilità
L’iperammortamento è un incentivo destinato alle imprese che investono in:
- macchinari,
- software,
- tecnologie digitali e green.
Si tratta quindi di uno strumento che punta alla transizione tecnologica ed ecologica. Il problema principale, però, è che vale solo per un anno, il 2026. Questo rende difficile per le aziende programmare investimenti importanti e strutturati.
Per questo motivo, tutte le associazioni chiedono:
- che l’agevolazione duri almeno tre anni,
- e che sia subito operativa, senza ritardi applicativi.
2. Detassazione dei rinnovi contrattuali
Chi rinnova il contratto di lavoro può beneficiare di una tassazione ridotta al 5% sugli aumenti. Anche qui, però, emergono forti criticità:
- la misura vale solo per i contratti firmati nel 2025 e nel 2026;
- chi ha rinnovato nel 2024 resta completamente escluso;
- si creano disparità tra lavoratori con la stessa mansione ma con contratti rinnovati in momenti diversi.
Le richieste sono chiare: estendere la misura anche agli anni precedenti e applicarla solo ai contratti realmente rappresentativi dei settori.
Le richieste di Confindustria
Confindustria ritiene che la Manovra 2026 non sia abbastanza forte per rendere le imprese realmente competitive. Per questo propone un piano industriale straordinario da 8 miliardi di euro l’anno per almeno tre anni, con interventi mirati su:
- costi dell’energia,
- investimenti,
- occupazione.
Oltre a questo, l’associazione critica:
- i pochi fondi destinati ai contratti di sviluppo,
- la mancanza di certezze sul Fondo di Garanzia per le PMI,
- le rigidità sulla tassazione dei premi di risultato, che rischiano di penalizzare molte realtà produttive.
Le richieste di artigiani e piccole imprese
(Confartigianato, CNA, Casartigiani)
Secondo queste associazioni, l’Italia è un Paese fatto soprattutto di piccole imprese, ma la Manovra sembra essere pensata più per le grandi aziende.
Le principali richieste riguardano:
Bonus edilizi
- proroga per altri tre anni, non solo per il 2026;
- ristrutturazioni al 50% anche per i familiari conviventi;
- aumento del bonus mobili da 5.000 a 8.000 euro;
- ritorno del bonus verde.
IRAP
Le associazioni chiedono l’abolizione dell’IRAP anche per le società di persone, visto che oggi l’esenzione riguarda solo le partite IVA individuali.
Energia
Viene ribadita la necessità di misure concrete contro il caro bollette.
Le principali critiche
Restano forti perplessità su:
- l’aumento delle accise sui carburanti,
- i limiti alle compensazioni fiscali,
- il taglio delle detrazioni per i redditi sopra i 75.000 euro.
Il punto di vista di Confesercenti
Confesercenti definisce la Manovra 2026 una manovra di “ordinaria amministrazione”, che non rappresenta una vera spinta alla crescita. Secondo l’associazione:
- il taglio delle tasse è troppo contenuto,
- incide solo per lo 0,3% sul reddito delle famiglie,
- e quindi non è sufficiente a rilanciare i consumi.
Le richieste principali sono:
- aggiornare gli scaglioni IRPEF all’inflazione,
- estendere il taglio delle tasse fino ai redditi di 60.000 euro,
- includere anche i contratti rinnovati nel 2024 nella detassazione,
- investire di più in formazione e politiche attive per il lavoro.
Conclusione
Il giudizio complessivo è condiviso da tutte le associazioni:
✔️ La Manovra 2026 contiene alcune misure positive
❌ Ma non è sufficiente per sostenere una vera crescita dell’economia
❌ Gli aiuti sono troppo brevi
❌ Manca una programmazione strutturale
❌ Gli investimenti restano limitati
Le imprese chiedono con forza:
- più stabilità,
- più programmazione,
- più coraggio negli investimenti.
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