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Esenzione IMU per ASD e SSD 2025: cosa cambia davvero

La Legge 108/2025 (che ha convertito il Decreto Fiscale) ha cambiato le modalità con cui le associazioni e società sportive dilettantistiche (ASD e SSD) possono usufruire dell’esenzione IMU sugli immobili che possiedono.

1. Le regole già esistenti

Già da tempo, gli immobili usati dagli enti non commerciali per attività “meritevoli” (sport, cultura, assistenza, istruzione, ecc.) non pagano l’IMU, purché l’attività sia svolta senza scopo di lucro.

  • Se l’immobile è usato solo per queste attività → esenzione totale.
  • Se è usato in parte per attività commerciali → esenzione parziale, solo sulla quota “istituzionale”.

2. Cosa si intende per “attività sportive non commerciali”

Sono considerate tali le attività:

  • riconosciute dal CONI;
  • svolte da associazioni o società sportive senza fini di lucro;
  • affiliate a federazioni o enti sportivi nazionali riconosciuti.

Per essere davvero “non commerciali”, devono essere:

  • gratuite, oppure
  • con quote simboliche (non oltre la metà dei prezzi di mercato per attività simili nello stesso territorio).

3. La grande novità del Decreto Fiscale 2025

Prima era un concetto generico, ora invece:

  • i Comuni dovranno ogni anno fissare i prezzi medi delle attività sportive a pagamento sul loro territorio;
  • questi parametri serviranno a stabilire se le quote chieste dalle ASD/SSD sono davvero “simboliche” o troppo vicine a quelle di mercato;
  • i prezzi medi saranno pubblicati sul sito del Comune.

In pratica: se un’associazione fa pagare ai suoi iscritti quote ben più basse rispetto a quelle fissate come “prezzo medio”, avrà diritto all’esenzione IMU.

4. La regola transitoria

Visto che ci vorrà tempo perché i Comuni fissino questi parametri, per ora basta un requisito semplice: essere iscritti al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RASD).

Se un’associazione o società sportiva è iscritta al Registro, ha automaticamente diritto all’esenzione IMU.

5. Perché questa novità

L’obiettivo è duplice:

  • rendere più chiaro e uniforme il criterio della “non commercialità”;
  • evitare che alcune associazioni, pur comportandosi come vere imprese, approfittino dell’esenzione.

✅ In sintesi: oggi basta l’iscrizione al RASD per non pagare l’IMU, ma in futuro saranno i Comuni a dire quali quote sono “simboliche” e quali invece fanno considerare l’attività commerciale.

 

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