Nuovi adempimenti per i locatori e requisiti per gli immobili destinati agli affitti brevi: come funziona il nuovo CIN – Codice Identificativo Nazionale.
Verso l’obbligo di attivazione del nuovo CIN – Codice Identificativo Nazionale destinato alle locazioni turistiche con contratto per affitti brevi, oggetto di un emendamento al Decreto Legge 145/2023 collegato alla Legge di Bilancio 2024 (il Decreto Anticipi).
Prevede, a pena di pesanti multe, la richiesta al Ministero del Turismo di un codice univoco che serve a identificare e tracciare le transazioni legate ad affitti brevi, essenzialmente di natura turistica.
CIN per affitti brevi: come funziona
Il CIN mira per contrastare forme irregolari di ospitalità e garantire la tutela della concorrenza e della trasparenza del mercato. Chi non lo richiede e non so espone negli annunci è passibile di sanzioni amministrative.
Come ottenere il CIN
Ad assegnare il CIN è il Ministero attraverso una procedura automatizzata su richiesta del locatore, in relazione ad immobili destinati alla locazione turistica o agli affitti brevi. A tal fine, si deve presentare una dichiarazione sostitutiva che attesti i dati catastali dell’unità immobiliare.
Requisiti immobili per rilascio CIN
Per quanto riguarda i requisiti degli immobili da affittare ai turisti per brevi soggiorni, devono essere dotate di dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e del monossido di carbonio funzionanti.
All’interno dei locali devono anche essere presenti estintori portatili a norma di legge.
Sanzioni per inadempienti
Il parametro della multa inflitta è di norma la dimensione dell’immobile o della struttura affittata.
- I locatori privi di CIN sono punibili con sanzione pecuniaria da 800 a 8.000 euro.
- È punibile con sanzioni da 500 a 5.000 euro la mancata esposizione del CIN da parte dei soggetti obbligati.
- Per i gestori di strutture senza i requisiti di sicurezza, la sanzione va da 600 a 6mila euro.
- Per chi affitta casa ai turisti per più di 4 immobili senza prima aver presentato la segnalazione certificata di inizio attività, la sanzione va da 2mila a 10mila euro.
Controlli a tappeto
L’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza hanno il compito di effettuare analisi di rischio fiscale, per individuare i soggetti che affittano casa con contratti brevi da inserire nelle liste di coloro i quali saranno sottoposti a controlli incrociati sulla corretta esposizione del CIN.





