Le lavoratrici con almeno due figli e reddito fino a 40.000 euro ricevono 60 euro netti al mese dall’INPS — completamente esenti da tasse, contributi e calcolo ISEE. Basta una sola domanda, non va rinnovata ogni anno.
Come funziona il bonus mamme 2026
Il bonus mamme 2026 si articola su due regimi distinti, in base al numero di figli e alla tipologia contrattuale:
Regime A — Per lavoratrici con 2 o più figli:
- Vale per dipendenti e autonome
- Reddito da lavoro fino a 40.000 euro
- L’INPS eroga 60 euro al mese, per un totale di 720 euro annui
- Completamente esenti da IRPEF, contributi e calcolo ISEE
- Va richiesto con domanda all’INPS (una volta sola)
Regime B — Per dipendenti a tempo indeterminato con 3 o più figli:
- Esonero contributivo pieno: 100% della quota IVS a carico della lavoratrice
- Fino a 3.000 euro annui di risparmio
- Vale fino al compimento dei 18 anni del figlio più piccolo
- Non va richiesto separatamente: viene applicato automaticamente
I due regimi non sono cumulabili: chi beneficia dell’esonero contributivo pieno (regime B) non riceve i 60 euro mensili del regime A.
Chi può fare domanda
Per il regime A (60 euro al mese), i requisiti sono:
- Essere lavoratrice dipendente o autonoma
- Avere almeno due figli (il secondo deve avere meno di 10 anni per le dipendenti; per le autonome ci sono criteri specifici legati all’età)
- Avere un reddito da lavoro fino a 40.000 euro nell’anno
- Non beneficiare già dell’esonero contributivo pieno (regime B)
Come fare domanda
La domanda va presentata una sola volta sul portale INPS — non va rinnovata ogni anno. Il contributo parte dal mese successivo all’accoglimento della domanda.
I passi:
- Accedere al sito INPS con SPID, CIE o CNS
- Cercare “Bonus mamme lavoratrici”
- Compilare il modulo con i dati dei figli e il reddito
- Inviare la domanda
Una volta approvata, i 60 euro arrivano direttamente in busta paga (per le dipendenti, tramite il datore di lavoro che recupera l’importo dall’INPS) o sul conto corrente (per le autonome).
Dal 2027: un regime unificato
Dal 2027 il quadro si semplificherà: è previsto un nuovo esonero strutturale per tutte le madri lavoratrici con reddito fino a 40.000 euro, indipendentemente dalla tipologia contrattuale. Dipendenti a termine, autonome, part-time: tutte incluse con le stesse regole.
Esempio pratico
La situazione di Federica
Federica insegna alle scuole medie in un istituto privato di Firenze. Guadagna 27.000 euro lordi l’anno e ha due figli: uno di 8 anni e uno di 5 anni. È dipendente a tempo determinato, quindi non rientra nel regime B dell’esonero contributivo pieno.
A febbraio 2026 presenta domanda all’INPS per il bonus mamme. La domanda viene accettata e da marzo riceve 60 euro netti al mese in busta paga.
In un anno: 720 euro completamente netti.
Questi 720 euro:
- Non aumentano il suo reddito imponibile IRPEF
- Non modificano il suo ISEE
- Non vanno in dichiarazione dei redditi
- Non richiedono nessun rinnovo annuale
È come ricevere un tredicesima mensile piccola ma garantita, completamente al riparo da qualsiasi tassazione. Federica non dovrà fare nulla fino a quando i requisiti rimarranno invariati.
Il bonus mamme è compatibile con altre agevolazioni fiscali come le detrazioni per figli a carico e i fringe benefit. Se hai i requisiti e non hai ancora fatto domanda, ogni mese di ritardo è un mese di 60 euro perso.





