Cosa sta cambiando davvero con la Manovra 2026
Con la Manovra 2026, il Governo ha messo mano alle regole sul TFR, rendendole più automatiche e meno “libere” per lavoratori e aziende.
In pratica: se non fai una scelta esplicita, il sistema decide al posto tuo.
Le novità principali sono due.
1️⃣ TFR dei neo-assunti: scatta il “silenzio-assenso” dopo 60 giorni
Oggi
- Un neo assunto ha 6 mesi di tempo per decidere dove destinare il TFR.
- Se non decide, solo dopo i 6 mesi il TFR va automaticamente a un fondo pensione.
Dal 2026
- Il tempo per decidere scende drasticamente: solo 60 giorni dall’assunzione.
- Se il lavoratore non dice nulla entro 60 giorni, il TFR:
👉 va automaticamente in un fondo pensione (previdenza complementare).
Se invece il lavoratore si oppone entro 60 giorni:
- il TFR resta in azienda
- oppure, se l’azienda ha almeno 50 dipendenti, finisce al Fondo INPS
👉 Tradotto: il TFR non resta più “fermò” per inerzia, bisogna scegliere subito.
2️⃣ Aziende sopra i 50 dipendenti: TFR all’INPS anche se crescono dopo
Qui la novità riguarda le imprese.
Oggi
- Conta il numero di dipendenti nell’anno di avvio dell’attività.
- Se un’azienda nasce sotto i 50 dipendenti e cresce dopo, non è obbligata a versare il TFR all’INPS.
Dal 2026
- Conta il numero reale di dipendenti, anche se l’azienda cresce nel tempo.
- Appena si superano i 50 dipendenti, scatta l’obbligo:
👉 il TFR non può più restare in azienda
👉 va al Fondo INPS, se il lavoratore non sceglie un fondo pensione
In sintesi
⏱️ Neo assunti: hai 60 giorni per decidere il TFR, poi va automaticamente a un fondo pensione
🏢 Aziende ≥ 50 dipendenti: il TFR non resta più in azienda, ma va all’INPS
❌ Meno spazio alle “non scelte”
⚠️ Più automatismi, più obblighi, meno margine di manovra
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📌 Malara & Associati – Fiscalità, Consulenza, Strategia





