Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 8450/2025) rappresenta una vera svolta per automobilisti e motociclisti coinvolti in incidenti causati da buche, dossi o altre irregolarità stradali.
Secondo quanto stabilito, non è più necessario dimostrare che il dissesto costituisse un’“insidia” o che vi fosse una colpa dell’amministrazione comunale. Questo perché l’articolo 2051 del Codice Civile prevede una responsabilità oggettiva a carico dell’ente pubblico: il cittadino deve soltanto provare che il danno è stato provocato direttamente dalla condizione della strada.
Sarà quindi compito dell’amministrazione dimostrare che l’evento è stato causato da un caso fortuito – circostanza del tutto imprevedibile e inevitabile – per evitare di dover risarcire.
Questa interpretazione normativa alleggerisce notevolmente l’onere probatorio per i cittadini, che spesso rinunciavano ad agire per l’incertezza delle prove richieste.
In sintesi, la Cassazione apre la strada a un accesso più agevole al risarcimento per chi subisce danni a causa della manutenzione carente del manto stradale. Una decisione che rafforza la tutela dei diritti degli utenti della strada e richiama gli enti pubblici a una maggiore responsabilità nella gestione delle infrastrutture.
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A cura della redazione di Malara & Associati





