La Legge di Bilancio 2026 è intervenuta anche sul regime forfettario, confermandone l’impianto agevolato ma introducendo alcune modifiche indirette che incidono sulla pianificazione fiscale di lavoratori autonomi e micro-imprese.
Non si tratta di una rivoluzione, ma di aggiustamenti mirati che vanno compresi bene per evitare errori, soprattutto in presenza di lavoro dipendente, compensazioni fiscali e rapporti B2B.
Vediamo in modo chiaro cosa cambia, cosa resta invariato e dove si nascondono i veri rischi.
Requisiti di accesso e platea dei beneficiari
La Manovra 2026 conferma integralmente i requisiti di accesso al regime forfettario.
In particolare:
-
Limite di ricavi o compensi:
resta fissato a 85.000 euro annui.
L’ipotesi di innalzamento a 100.000 euro non è stata approvata. -
Redditi da lavoro dipendente o pensione:
non devono superare 35.000 euro lordi nell’anno precedente.
⚠️ Attenzione:
-
i redditi da lavoro dipendente o pensione restano tassati con IRPEF ordinaria
-
il reddito forfettario continua invece a essere assoggettato a imposta sostitutiva (15% o 5%)
???? La platea dei beneficiari resta quindi ampia, ma senza aperture ulteriori.
Coefficienti di redditività e rimborsi
Nessuna novità sui coefficienti di redditività, che restano quelli già previsti e differenziati in base al codice ATECO.
Confermata anche una norma già in vigore dal 2025, spesso sottovalutata:
-
non costituiscono reddito imponibile per il forfettario
i rimborsi analitici di spese per:-
viaggi
-
vitto
-
alloggio
addebitati al cliente
-
Restano invariati anche:
-
il limite di 20.000 euro lordi per compensi a dipendenti o collaboratori
???? Questo punto è cruciale per chi lavora con clienti che rimborsano trasferte: la corretta imputazione evita tassazione indebita.
Nuove detassazioni in busta paga
La Manovra 2026 interviene sull’IRPEF dei lavoratori dipendenti, con effetti indiretti anche sui forfettari che:
-
hanno doppio reddito (dipendente + autonomo)
-
valutano la convenienza complessiva del regime
Novità principali:
-
riduzione dell’aliquota IRPEF dal 35% al 33%
per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro
I nuovi scaglioni IRPEF sono quindi:
-
23% fino a 28.000 euro
-
33% da 28.000 a 50.000 euro
-
43% oltre 50.000 euro
???? Risultato:
minore pressione fiscale sul lavoro dipendente, che incide sulle valutazioni di accesso e permanenza nel forfettario.
Compensazioni verticali e orizzontali: cosa cambia dal 2026
Qui arriva una delle vere strette della Manovra 2026.
-
Compensazioni verticali:
???? nessuna modifica
(credito e debito della stessa imposta) -
Compensazioni orizzontali (tra imposte diverse):
???? cambia il limite critico
Dal 1° gennaio 2026:
-
il limite di debiti iscritti a ruolo oltre il quale scatta il divieto di compensazione
scende da 100.000 a 50.000 euro
⚠️ Superata questa soglia:
-
vietata ogni compensazione orizzontale
-
anche per soggetti in regola con dichiarazioni e versamenti correnti
???? Un punto delicatissimo per chi ha vecchie cartelle e contava sui crediti fiscali.
Nuova ritenuta B2B: i rischi per i forfettari
La Manovra introduce una nuova ritenuta B2B, con applicazione graduale:
-
0,50% dal 2028
-
1% dal 2029
Formalmente:
-
i forfettari non sono sostituti d’imposta
-
operano in franchigia IVA
-
non subiscono ritenute
⚠️ Il rischio concreto, però, è operativo:
-
committenti che applicano erroneamente la ritenuta
-
fatture ricevute con trattenute indebite
-
necessità di rettifiche e contestazioni
???? Sarà fondamentale verificare le fatture ricevute, soprattutto nei rapporti B2B strutturati.
Conclusione
Il regime forfettario non viene smantellato, ma la Manovra 2026:
-
conferma i vantaggi
-
non amplia le soglie
-
introduce strette indirette su compensazioni e rapporti B2B
Il vero errore è pensare che “non sia cambiato nulla”.
???? Dal 2026, la pianificazione conta più della tassazione.
E chi lavora senza controllo rischia di perdere i benefici senza accorgersene.
Malara & Associati – La tua azienda è al centro, noi ci occupiamo del resto.





