La legge prevede che tutte le imprese italiane debbano avere una polizza assicurativa contro le calamità naturali (terremoti, alluvioni, frane, inondazioni). Questo obbligo è stato introdotto con la Manovra 2024 e, in teoria, doveva valere per tutti entro fine 2024.
Con il Decreto Milleproroghe, però, il Governo ha deciso uno slittamento importante: 👉 Piccole e microimprese (incluse quelle del turismo e della ristorazione) avranno tempo fino al 31 marzo 2026.
Per le grandi e medie imprese, invece, l’obbligo è già effettivo:
- Grandi imprese → termine scaduto il 30 giugno 2024
- Medie imprese → termine scaduto il 1° ottobre 2024
Se però queste aziende avevano già una polizza attiva, non dovevano aggiornarla subito.
⚠️ Ma al primo rinnovo utile devono adeguarla alle nuove regole.
A chi si applica l’obbligo
Devono avere la polizza CatNat tutte le imprese che:
- hanno sede legale in Italia (o sede secondaria italiana di impresa estera)
- sono iscritte al Registro Imprese
❌ escluse solo le imprese agricole
Quali danni devono essere coperti
La polizza deve proteggere contro i danni diretti causati da eventi naturali sui beni dell’impresa, come:
- terreni e fabbricati
- impianti e macchinari
- attrezzature industriali e commerciali
Insomma, tutto ciò che serve per lavorare.
Se quei beni sono già coperti da un’altra polizza, non serve duplicare la copertura.
Chi deve stipulare la polizza davvero?
Dipende da chi ha registrato il bene in bilancio:
- Se il bene è di proprietà dell’impresa, stipula l’impresa.
- Se il bene è in leasing, la proprietà è della finanziaria, ma la polizza viene normalmente fatta fare all’impresa che usa il bene, come obbligo contrattuale.
Perciò ogni azienda deve controllare i contratti e capire chi è responsabile della copertura.
Regole su franchigie e massimali
La legge fissa alcuni paletti:
- La franchigia non può superare il 15% del danno (fino a 30 milioni).
- Per beni fino a 1 milione, l’indennizzo deve coprire il 100%.
- Tra 1 e 30 milioni, la copertura deve essere almeno del 70%.
- Oltre i 30 milioni, vale la libera negoziazione tra impresa e assicurazione.
Coperture aggiuntive: consigliate ma non obbligatorie
La polizza obbligatoria copre solo i danni diretti ai beni.
Pucci consiglia però di valutare anche la copertura dei danni indiretti, come:
- fermo della produzione
- perdita di fatturato
- impatto sulla filiera
Sono le polizze dette business interruption: non obbligatorie, ma spesso molto utili.
Cosa rischia chi non si assicura
Non ci sono multe dirette.
❗ Ma chi non ha la polizza può perdere accesso a contributi, bandi e agevolazioni pubbliche.
Il Ministero delle Imprese ha già pubblicato un elenco di incentivi non accessibili senza polizza, tra cui:
- Contratti di Sviluppo
- Smart&Start per startup
- Agevolazioni per cooperative (Nuova Marcora)
E non è un elenco completo: vale anche per altre misure pubbliche.
Impatto sulla gestione aziendale
La legge si collega anche all’art. 2086 del Codice Civile, che obbliga le imprese a:
- dotarsi di un assetto organizzativo adeguato,
- prevenire situazioni di crisi.
👉 Non stipulare la polizza può essere visto come una cattiva gestione.
Gli amministratori potrebbero essere ritenuti responsabili in caso di danni o crisi aziendale.
In sintesi
- Grandi e medie imprese: obbligo già attivo, al primo rinnovo devono adeguare la polizza.
- Piccole e micro: proroga al 31 marzo 2026.
- Rischi per chi non si assicura: niente multe, ma perdita di incentivi e possibili responsabilità degli amministratori.
- Vantaggi della norma: tempi più rapidi nei risarcimenti, meno dipendenza dagli aiuti statali.
Molte associazioni (come Confindustria) stanno già offrendo polizze collettive per facilitare l’adesione.
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