1. Aliquota per il 2025 (comma 23):
- L\’imposta sostitutiva applicata sulle plusvalenze e altri redditi da cripto-attività è confermata al 26% per tutto l\’anno 2025, come chiarito da una norma di interpretazione autentica.
2. Aumento dell\’aliquota dal 2026 (comma 24):
- Dal 1° gennaio 2026, l\’aliquota passerà dal 26% al 33%, aumentando l\’onere fiscale per chi realizza guadagni o percepisce proventi da cripto-attività.
3. Eliminazione della soglia di esenzione (comma 25):
- Attualmente esiste una soglia di esenzione di 2.000 euro al di sotto della quale non vengono tassate le plusvalenze da cripto-attività.
- Dal 2026, questa soglia sarà eliminata, quindi qualsiasi plusvalenza sarà soggetta a tassazione, indipendentemente dall\’importo.
- Rivalutazione delle cripto-attività detenute (comma 26):
- È introdotta una nuova possibilità per chi possiede cripto-attività al 1° gennaio 2025:
- Si può optare per rivalutare le cripto-attività, utilizzando il loro valore di mercato al 1° gennaio 2025, invece del costo o valore d\’acquisto originario.
- Per farlo, sarà necessario pagare un\’imposta sostitutiva pari al 18% sul valore rivalutato. Questa scelta potrebbe essere vantaggiosa per ridurre la tassazione futura su eventuali guadagni.
Obiettivo della norma:
- Aumento del gettito fiscale: L\’innalzamento dell\’aliquota al 33% e l\’eliminazione della soglia di esenzione aumentano le entrate dello Stato.
- Chiarezza e semplificazione: La norma cerca di chiarire come tassare le cripto-attività e introduce strumenti per allineare il valore fiscale delle cripto con il loro valore di mercato.
Implicazioni pratiche:
- Fino al 2025, chi realizza plusvalenze da cripto-attività sarà tassato al 26%.
- Dal 2026, aumentano le tasse e la tassazione sarà più rigida per tutti i proventi, anche minimi.
- La rivalutazione può essere una scelta utile per chi detiene cripto-attività con valori di mercato significativamente superiori ai costi d\’acquisto.





