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Nuove regole per rateizzare le cartelle: più tempo e meno burocrazia

Dal 2025, con il Decreto 110/2024, rateizzare cartelle esattoriali e avvisi è diventato più semplice e flessibile. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdeR) ha pubblicato una guida completa con tutte le regole e le istruzioni per richiedere i piani di pagamento.

Rateizzazione senza documenti: fino a 7 anni

Chi ha debiti fino a 120 mila euro può chiedere la rateizzazione senza dover presentare documenti sulla propria situazione economica.

  • Fino a 84 rate (7 anni) per le richieste dal 2025.
  • Fino a 96 rate (8 anni) dal 2027.
  • Fino a 108 rate (9 anni) dal 2029.

Rateizzazione con documenti: fino a 10 anni

Per piani più lunghi (85-120 rate, fino a 10 anni) o debiti oltre 120 mila euro, serve dimostrare difficoltà economiche.

  • Persone fisiche o ditte individuali: presentano l’ISEE.
  • Imprese e società: allegano documentazione contabile.
  • Condomini: devono dimostrare la sostenibilità con l’“indice Beta”.
  • Pubbliche Amministrazioni: dichiarano carenza di liquidità.

Sul sito AdeR c’è anche un simulatore per calcolare il numero di rate massimo e l’importo indicativo di ciascuna.

Come fare domanda

Online: tramite il servizio Rateizza adesso, accessibile con SPID, CIE o CNS. Si selezionano le cartelle, si scelgono le rate e si invia la domanda. L’esito arriva subito con il piano di pagamento e i bollettini.

  • Modello RS con QR Code: scaricabile dal sito, può essere usato anche in formato cartaceo o via PEC.
  • Modelli RDF e RDG: per le richieste documentate.

È possibile presentare la domanda:

  • via PEC, allegando modelli e documentazione;
  • di persona, presso gli sportelli AdeR.

Cosa si può rateizzare

Sono rateizzabili le somme iscritte a ruolo da:

  • Amministrazioni statali, Agenzie dello Stato, Enti previdenziali, Comuni, Regioni e altri enti pubblici.
  • Alcuni enti possono escludere la rateizzazione e gestire da soli i propri crediti: sul sito AdeR c’è l’elenco aggiornato.

Errori, modifiche e proroghe

  • Se si commette un errore, la domanda si può annullare e ripresentare finché è aperta la finestra di presentazione.
  • Una volta convalidata, però, non si può più modificare.
  • In caso di peggioramento della situazione economica, si può chiedere una proroga del piano già concesso, una sola volta, con il modello RDP.

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