Nella Manovra 2026 stanno comparendo alcuni emendamenti (proposte di modifica) che puntano a risolvere molti problemi legati agli abusi edilizi in Italia. L’idea è quella di riaprire vecchi condoni e introdurre una nuova sanatoria, così da permettere a cittadini e imprese di “mettere in regola” lavori fatti senza i permessi necessari.
1. Una nuova sanatoria per lavori fatti entro settembre 2025
L’emendamento principale, firmato dal deputato Gelmetti, propone una sanatoria nazionale simile a quella del 1985, ma più limitata.
Si potrebbero regolarizzare solo opere già concluse entro 30 settembre 2025.
Sarebbero sanabili:
- portici, tettoie e altre pertinenze costruite senza permesso;
- balconi, logge e piccoli manufatti;
- lavori di ristrutturazione fatti senza titolo, purché non abbiano aumentato superficie o volume dell’edificio.
Non sarebbe possibile regolarizzare:
- nuove costruzioni interamente abusive.
Lo scopo è far emergere piccole irregolarità molto diffuse in tutta Italia.
2. Riapertura del condono edilizio del 2003 (soprattutto in Campania)
Due emendamenti puntano a riaprire i termini per presentare domande di condono legate alla legge del 2003.
Questa misura riguarda in particolare la Campania, dove ci sono tantissime irregolarità edilizie mai risolte e moltissime pratiche pendenti.
Con la riapertura, cittadini e imprese potrebbero:
- presentare nuove domande di condono relative alle vecchie norme del 2003;
- chiudere parte del contenzioso ancora aperto con i Comuni.
3. Comuni obbligati a chiudere le pratiche arretrate entro marzo 2026
Un altro emendamento vuole fissare una scadenza tassativa:
- i Comuni dovranno chiudere tutte le pratiche dei condoni del 1985, 1994 e 2003 entro il 31 marzo 2026.
Questo perché:
- in molti Comuni ci sono domande di condono vecchie anche 40 anni, mai esaminate;
- gli uffici non riescono a smaltirle con il personale attuale;
- questa situazione rallenta la pianificazione urbanistica.
La proposta mira quindi a sbloccare un arretrato enorme che oggi pesa sul lavoro dei Comuni.
In sintesi
La Manovra 2026 potrebbe introdurre:
- una nuova sanatoria per piccole opere abusive concluse entro settembre 2025;
- la riapertura del condono 2003, soprattutto per la Campania;
- un obbligo per i Comuni di smaltire tutte le vecchie pratiche di condono entro marzo 2026.
L’obiettivo generale è regolarizzare molti piccoli abusi, ridurre il contenzioso e liberare gli uffici comunali da decenni di arretrati.
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