La rottamazione quinquies è una nuova versione della definizione agevolata dei debiti iscritti a ruolo. Rispetto alle precedenti, permette di inserire più debiti perché arriva a coprire i carichi fino al 31 dicembre 2023 e consente un piano di pagamento molto lungo: fino a 54 rate bimestrali, cioè nove anni.
A prima vista sembra quindi una misura più “elastica”, pensata per aiutare i contribuenti a sostenere nel tempo i loro pagamenti.
La vera novità riguarda però la tolleranza degli errori: con questo nuovo schema non si decade più dal beneficio se si salta una sola rata.
La decadenza scatta soltanto quando:
- si omette tutto il pagamento, se si è scelto di non rateizzare;
- oppure, in caso di pagamento a rate, se si saltano due rate (anche non una di seguito all’altra) oppure se non si paga l’ultima rata.
Questa modifica avvicina molto la rottamazione quinquies al funzionamento delle dilazioni “normali” e rende il piano un po’ più “resistente” agli imprevisti del contribuente.
Fin qui sembrerebbe addirittura una misura più morbida: invece di decadere alla prima rata non pagata, ora se ne possono saltare due.
Ma c’è un punto delicato che emerge leggendo la bozza della Legge di Bilancio 2026: non ci sono più i giorni di tolleranza.
Nella rottamazione quater, infatti, erano chiaramente previsti i famosi cinque giorni di tolleranza dopo ogni scadenza, che permettevano al contribuente di rimediare a un errore o a un ritardo senza conseguenze.
Nella bozza della rottamazione quinquies, invece, questa possibilità non è menzionata.
Se davvero la norma definitiva non li reinserirà, la situazione cambierà parecchio:
la rata bimestrale dovrà essere pagata esattamente entro il giorno previsto, senza neanche un giorno di ritardo.
Questo significa che:
- se si salta una rata, non si decade subito, ma
- quel ritardo» conta immediatamente come “errore numero 1” dei due concessi;
- al secondo errore si decade in modo definitivo dal beneficio.
In pratica, l’aumento del numero di rate “permesse” da saltare (da una a due) sembra un vantaggio solo sulla carta:
la totale assenza di giorni di tolleranza rende tutto più rigido, perché trasforma ogni scadenza in un appuntamento da rispettare al millimetro.
Il risultato è che la rottamazione quinquies offre sì più margine teorico, ma allo stesso tempo chiede al contribuente una puntualità assoluta, senza possibilità di correggere in ritardo neanche di un giorno.
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