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Legge di Bilancio 2025: nel testo le principali novità in arrivo – Prima parte

Atteso in Aula, alla Camera, il testo della Legge di Bilancio 2025 lunedì 16 dicembre con le novità che deriveranno dagli emendamenti: cosa prevede attualmente la Manovra?

Legge di Bilancio 2025: nel testo le principali novità in arrivo

Lavori (ancora) in corso in Commissione sulla Legge di Bilancio 2025: il testo con le novità inserite in prima battuta e le modifiche, integrazioni e correzioni che derivano dagli emendamenti è atteso in Aula alla Camera per lunedì 16 dicembre.

Come ha confermato anche il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti nella giornata di oggi, 13 dicembre, si punta a chiudere il confronto nel fine settimana.

Come da tradizione, i tempi sono stretti: la Manovra, infatti, dopo le votazioni a Montecitorio dovrà passare nelle mani del Senato. Negli ultimi giorni è circolata l’ipotesi di una approvazione entro Natale,prospettiva che determinerebbe un passaggio lampo nel secondo ramo del Parlamento.

Ma anche prendendo tutto il periodo a disposizione, fino al 31 dicembre 2024, i tempi sono stretti.

In questa fase si gioca una partita importante per le misure che arriveranno dal 2025. Dall’IRPEF ai bonus per le famiglie, passando per altre novità su Fisco e Lavoro, quindi, non è ancora detta l’ultima parola: uno sguardo al testo nel suo impianto attuale.

Verso la Legge di Bilancio 2025: le principali novità attese nel testo

Il testo ufficiale del Disegno di Legge di Bilancio 2025 si compone di 144 articoli che, dal Fisco alle famiglie, portano una serie di novità, conferme, modifiche.

Di seguito una sintesi delle principali misure in campo.

Fisco
La Manovra si apre con due importanti novità fiscali:

  • il taglio del cuneo fiscale e contributivo con una nuova impostazione destinata anche a chi ha retribuzioni fino a 40.000 euro;
  • una conferma delle tre aliquote IRPEF, con una ipotesi di una ulteriore riduzione dell’imposizione fiscale legata al successo del concordato preventivo biennale.

Una terza riguarda le nuove modalità di calcolo delle detrazioni fiscali, con un tetto massimo in base al reddito e una prima sperimentazione del quoziente familiare.

Aumenti in arrivo per la tassazione delle criptovalute con la ritenuta sulle plusvalenze che passerà dal 26 al 42 per cento.

Estensione della web tax per tutte le imprese che realizzano ricavi da servizi digitali.

Fisco e lavoro
Oltre al taglio del cuneo fiscale e contributivo si confermano altre misure:

  • applicabile la detassazione per i premi di produttività al 5 per cento anche nel periodo 2025-2027;
  • proroga triennale anche per la maxi deduzione per le nuove assunzioni introdotta quest’anno;
  • conferma triennale anche per la soglia di esenzione dei fringe benefit per lavoratrici e lavoratori dipendenti che attualmente è fissata a 1.000 euro e a 2.000 euro in caso di figli a carico;
  • sui fringe benefit c’è anche la novità che porta la cifra a 5.000 euro per i neo assunti che trasferiscono la residenza oltre i 100 chilometri
Bonus casa
Si scrive il futuro dei bonus casa:

  • ecobonus e bonus ristrutturazioni passano al 50 per cento per le prime case, per le altre al 36 per cento (dal 2026 scenderanno al 30);
  • viene prorogato nella sua versione attuale il bonus mobili;
  • per il Superbonus ci sono due novità:
    • fruizione in dieci anni anche per le spese sostenute nel 2023;
    • detrazione al 65 per cento dal 1° gennaio 2025 solo per chi ha già iniziato i lavori.
Le novità per le famiglie
Diversi i punti del pacchetto famiglie:

  • tre mesi di congedo parentale indennizzato all’80 per cento;
  • conferma della carta dedicata a te, ma con meno risorse;
  • carta per i nuovi nati, bonus bebè, di 1.000 euro con ISEE fino a 40.000 euro;
  • esclusione dell’assegno unico per il bonus nido e accesso al rimborso spese per le rette in misura piena più semplice;
  • conferma delle agevolazioni sui mutui per la prima casa si applicheranno fino al 31 dicembre del 2027 e delle regole specifiche per le famiglie numerose.
Altre misure di lavoro e pensioni
Non solo fiscali del novità sul Lavoro:

  • risorse per il rinnovo dei contratti pubblici per il 2025-2027;
  • stop a pensioni e stipendi per i dipendenti pubblici con debiti nei confronti della PA per oltre 5.000;
  • bonus mamme confermato ed esteso alle autonome, ma con requisiti più restrittivi;
  • rifinanziamento dei bonus assunzioni per giovani, donne, ZES.

Sulle pensioni:

  • conferma per Quota 103, Opzione Donna e Ape Sociale;
  • Rivalutazione piena e pensioni minime;
  • Più incentivi per chi resta al lavoro;
  • Rafforzamento della previdenza complementare.

 

Verso la Legge di Bilancio 2025: priorità a taglio del cuneo fiscale e IRPEF

Senza dubbio sia in termini di risorse che di priorità la Legge di Bilancio 2025 parte dagli interventi sul taglio del cuneo fiscale e contributivo e dall’imposta sul reddito delle persone fisiche.

La prima “inderogabile decisione” è quella di “rendere strutturali alcune misure coerentemente con quanto annunciato e in maniera sostenibile (diminuzione cuneo fiscale per lavoratori basso e medio reddito e riforma delle aliquote IRPEF)”, aveva anticipato il Ministero dell’Economia e delle Finanze all’inizio dei lavori.

Sulla carta la misura pensata per tutelare le buste paga dei dipendenti e il sistema di calcolo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche hanno le ore contate, un aspetto che rende necessari nuovi interventi per il 2025.

La decontribuzione e il sistema di calcolo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche nella loro versione attuale hanno un costo che supera i 14 miliardi di euro.

Per il 2025 il taglio del cuneo fiscale assumerà una nuova formula:si agirà sulla componente fiscale. E la nuova impostazione porterà i costi dell’IRPEF e del meccanismo che determina i bonus per i dipendenti a un valore di oltre 17 miliardi.

La misura sarà estesa anche alle retribuzioni fino a 40.000 euro con un meccanismo di graduale riduzione dei benefici.

Il nuovo taglio del cuneo fiscale e contributivo funzionerà come segue:

  • un bonus per le retribuzioni fino a 20.000 euro calcolato in base a diverse percentuali:
    • 7,1 per cento per i redditi di lavoro dipendente non superiore a 8.500 euro;
    • 5,3 per cento tra gli 8.500 e i 15.000 euro;
    • 4,8 per cento oltre i 15.000 euro;
  • un aumento delle detrazioni per il lavoro dipendente pari a 1.000 euro fino a 32.000 euro che si riduce sempre di più oltre questa soglia fino ad azzerarsi ai 40.000 euro.
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