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Incentivi caldaie: come cambiano i bonus dal 2024

Bonus caldaia, a rischio Ecobonus e Superbonus per impianti di riscaldamento e pompe di calore: la roadmap per lo stop agli incentivi dal 2024. 

In pratica, gli incentivi per l’installazione di caldaie si potrebbero utilizzare solo per apparecchi con alimentazione a energia pulita, mentre sarebbero esclusi, par di capire, anche quelli ad alimentazione ibrida. 

Bonus caldaie attuali 

L’impatto sarebbe soprattutto sull’Ecobonus al 65% e il Superbonus (che scende al 70% dal 2024), entrambi applicabili per la sostituzione delle caldaie. 

Fra gli interventi di cui all’Ecobonus ordinario, e dunque rientranti anche tra quelli trainanti dall’agevolazione maggiorata, c’è infatti la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, e/o il raffrescamento e/o la fornitura di acqua calda sanitaria sulle parti comuni degli edifici, o con impianti per il riscaldamento, e/o il raffrescamento e/o la fornitura di acqua calda sanitaria sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari site all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno. 

Per quanto riguarda le caldaie, sono ammesse le seguenti tipologie: 

  • generatori di calore a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, 
  • generatori a pompe di calore, ad alta efficienza, anche con sonde geotermiche, 
  • apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro, 
  • sistemi di microcogenerazione, che conducano a un risparmio di energia primaria pari almeno al 20%, 
  • collettori solari. 

Incentivi ammissibili dal 2024 

In base alla direttiva europea, se tutto dovesse essere confermato, fra gli impianti agevolati resterebbero sono i collettori solari. Per le caldaie e condensazione, gli apparecchi ibridi, i sistemi di microgenerazione, non basterebbe più la classe energetica A (che non esclude i combustibili fossili). 

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