Nel 2026 tornano al centro dell’attenzione gli incentivi per le assunzioni di donne, grazie all’aggiornamento dell’elenco dei settori e delle professioni caratterizzati da alta disparità di genere.
Il nuovo decreto interministeriale del Ministero del Lavoro e del MEF individua infatti le attività economiche e professionali nelle quali il divario occupazionale tra uomini e donne supera la soglia prevista dalla normativa europea e italiana, consentendo così alle aziende di accedere a specifiche agevolazioni contributive.
Si tratta di una misura molto importante per le imprese che intendono assumere personale femminile usufruendo degli sgravi contributivi previsti dal DL 62/2026 e dalla Legge 92/2012.
Quando un settore è considerato “a elevata disparità di genere”?
Per il 2026, l’Istat ha rilevato una disparità media nazionale uomo-donna pari al 9,3%.
La normativa stabilisce che un settore o una professione rientrino tra quelli “svantaggiati” quando il divario supera del 25% la media nazionale.
La soglia da superare per il 2026 è quindi pari all’11,6%.
Questo significa che le aziende che assumono donne in questi ambiti possono beneficiare di incentivi contributivi, purché siano rispettati anche gli altri requisiti previsti dalla legge.
Settori agevolabili nel 2026
Tra i settori con la maggiore disparità di genere troviamo ancora comparti storicamente a prevalenza maschile come edilizia, industria e trasporti.
Ecco i principali settori agevolabili:
| Settore | Tasso di disparità |
|---|---|
| Costruzioni | 80,2% |
| Industria estrattiva | 72,4% |
| Acqua e gestione rifiuti | 65,7% |
| Trasporto e magazzinaggio | 56,4% |
| Agricoltura | 49,8% |
| Industria manifatturiera | 44,0% |
| Industria energetica | 43,4% |
| Informazione e comunicazione (ICT) | 35,2% |
| Servizi generali della PA | 28,8% |
| Attività culturali, sportive e intrattenimento | 11,7% |
Un dato interessante riguarda proprio il settore culturale e dell’intrattenimento, che entra nell’elenco 2026 pur superando di poco la soglia minima richiesta.
Professioni agevolabili nel 2026
Anche molte professioni tecniche e specialistiche rientrano tra quelle con forte squilibrio occupazionale uomo-donna.
Le principali professioni agevolabili sono:
| Professione | Disparità |
|---|---|
| Artigiani e operai metalmeccanici | 96,0% |
| Operai edilizia ed estrattivo | 95,2% |
| Conduttori di veicoli e macchinari | 94,0% |
| Forze armate e sicurezza | oltre 87% |
| Professioni tecniche scientifiche e ingegneristiche | 65,5% |
| Specialisti ICT | 60,6% |
| Ingegneri e architetti | 58,6% |
| Professioni agricole specializzate | 64,9% |
| Imprenditori e dirigenti aziendali | 48,7% |
| Professioni non qualificate commercio e servizi | 18,0% |
Rispetto agli anni precedenti, aumentano le professioni legate a tecnologia, informatica, ingegneria e discipline scientifiche.
Quali incentivi spettano alle aziende?
Le tabelle aggiornate servono a verificare se l’assunzione di una lavoratrice può beneficiare degli incentivi previsti per le donne svantaggiate.
La misura principale resta quella prevista dalla Legge n. 92/2012, che riconosce:
- riduzione del 50% dei contributi INPS a carico del datore di lavoro;
- durata di:
- 12 mesi per assunzioni a tempo determinato;
- 18 mesi per assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni.
Quali donne possono beneficiare dell’incentivo?
Le categorie agevolate comprendono:
- donne con almeno 50 anni disoccupate da oltre 12 mesi;
- donne residenti in aree svantaggiate senza impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;
- donne occupate in settori o professioni ad alta disparità di genere senza lavoro regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;
- donne di qualsiasi età disoccupate da almeno 24 mesi.
Per gli incentivi previsti dal Decreto Primo Maggio 2026, in alcuni casi il periodo minimo di disoccupazione richiesto sale a 12 mesi.
Attenzione ai requisiti
Per poter applicare correttamente l’agevolazione è necessario verificare:
- il settore Ateco dell’azienda;
- la professione effettivamente svolta;
- lo stato occupazionale della lavoratrice;
- la durata della disoccupazione;
- eventuali requisiti territoriali;
- il rispetto dell’incremento occupazionale richiesto dalla misura.
La verifica preventiva è fondamentale per evitare contestazioni e recuperi contributivi da parte degli enti previdenziali.
Gli incentivi per l’assunzione di donne rappresentano anche nel 2026 uno strumento importante per ridurre il divario occupazionale di genere e sostenere le imprese che investono nell’occupazione femminile.
L’aggiornamento delle tabelle dei settori e delle professioni agevolabili amplia inoltre le possibilità di accesso agli sgravi, coinvolgendo non solo edilizia e industria, ma anche ICT, servizi, attività culturali e professioni tecniche altamente specializzate.
Per aziende e consulenti diventa quindi essenziale verificare attentamente i requisiti prima dell’assunzione, così da sfruttare correttamente tutte le opportunità contributive disponibili.





