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Fisco e conti bancari: perché ora rischi anche per i movimenti di familiari e conviventi

Negli ultimi mesi la Cassazione ha lanciato un segnale chiaro: quando ci sono indizi concreti di evasione, l’Agenzia delle Entrate può guardare oltre i nostri conti personali e controllare anche quelli di familiari, conviventi e soci.

La nuova linea arriva con l’ordinanza n. 13761/2025 e cambia il modo in cui il Fisco può muoversi. L’idea di fondo è semplice: se un contribuente cerca di nascondere redditi o patrimoni usando conti intestati a persone vicine, quei conti diventano “trasparenti” agli occhi dell’Agenzia.

Come funziona questo nuovo potere del Fisco
La legge già prevede, all’art. 32 del DPR 600/1973, che i movimenti sui conti correnti siano considerati rilevanti fiscalmente, a meno che il contribuente non dimostri il contrario. Con questa ordinanza, la Cassazione chiarisce che il principio vale anche per i conti di chi ci è vicino, quando ci sono indizi concreti di un uso “strumentale” di quei conti.

In altre parole, non serve che l’Agenzia provi subito l’evasione: basta che emergano operazioni anomale, e toccherà a noi (o ai nostri familiari) giustificare ogni movimento sospetto.

Esempi pratici: quando può scattare il controllo

Per capire meglio, ecco tre situazioni tipiche:

1. Bonifici ricorrenti su conti dei figli senza reddito

Se un figlio maggiorenne riceve ogni mese bonifici da 2.000-3.000 euro e non lavora, il Fisco può chiedere spiegazioni, ipotizzando che si tratti di redditi non dichiarati del genitore.

2. Movimenti elevati su un conto intestato al coniuge

Se la moglie o il marito, che dichiara redditi bassi, gestisce un conto con movimenti da decine di migliaia di euro, l’Agenzia può chiedere di provare che quelle somme non appartengano in realtà al contribuente principale.

3. Soci o conviventi con flussi incoerenti con la loro attività

Se un socio “di facciata” ha un conto che registra entrate sproporzionate rispetto all’attività dichiarata, scatta la possibilità di controllo incrociato sui redditi dell’altro socio o convivente.

Cosa significa per i contribuenti
In concreto, chi condivide gestione di denaro o investimenti in famiglia dovrà essere più attento:

  • Ogni trasferimento di denaro va giustificato e tracciato;
  • Le operazioni straordinarie sui conti di figli, coniugi o conviventi devono avere documentazione chiara;
  • In caso di verifica, non basterà dimostrare la regolarità della propria dichiarazione: serviranno spiegazioni anche per i conti dei familiari coinvolti.

La Cassazione, con questa decisione, segna un punto di svolta: l’epoca dei conti “di comodo” intestati a parenti stretti per sfuggire ai controlli sembra chiusa.

 

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