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Ecco cosa cambia per accedere alla NASpI

1. Nuovo requisito introdotto:

  • Chi ha avuto un evento di disoccupazione volontaria (cioè si è dimesso o ha risolto consensualmente il contratto) deve soddisfare un ulteriore requisito di contribuzione.

2. Chi è coinvolto:

  • Lavoratori che, nei 12 mesi precedenti la disoccupazione, si sono dimessi volontariamente da un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, oppure
  •  Hanno accettato una risoluzione consensuale del contratto.

3. Eccezioni (chi non è soggetto a questa restrizione):

    • Dimissioni durante il periodo di maternità.
    • Dimissioni per giusta causa (ad esempio, mobbing o mancato pagamento dello stipendio).
    • Risoluzione consensuale nell’ambito di procedure di licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

Cosa viene richiesto?

Per questi lavoratori, l’accesso alla NASpI è subordinato al fatto che abbiano maturato almeno 13 settimane di contribuzione (cioè settimane lavorate con versamento di contributi), ma con una novità:

  • Non più nel quadriennio precedente alla domanda di NASpI (come avviene ora),
  • Ma a partire dalla data dell’evento di cessazione volontaria del rapporto di lavoro.

In parole semplici

Dal 2025, chi lascia un lavoro a tempo indeterminato per dimissioni volontarie o risoluzione consensuale (tranne in alcuni casi specifici come maternità o giusta causa), per accedere alla NASpI dovrà aver lavorato almeno 13 settimane dopo quella cessazione. Questo rende l’accesso alla disoccupazione più difficile per chi si dimette volontariamente.

Obiettivo della norma

L\’intento è scoraggiare le dimissioni volontarie non giustificate e limitare l\’accesso alla NASpI ai casi di reale necessità, rafforzando il legame tra lavoro e diritto all\’indennità di disoccupazione.

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