đź’Ą A partire dal 2026, chi lavora nel pubblico impiego e ha debiti fiscali superiori a 5.000 euro rischia di non ricevere lo stipendio, la tredicesima o addirittura la pensione.
📌 La novità è contenuta nella Legge di Bilancio 2025 (commi 84 e 86 della Legge 207/2024), che equipara i dipendenti statali alle imprese: niente soldi dalla Pubblica Amministrazione se hai pendenze tributarie in corso.
🛑 Chi rischia lo stop ai pagamenti?
Sono coinvolti tutti i dipendenti pubblici (compresi pensionati) che:
- đź’¸ guadagnano piĂą di 2.500 euro al mese
- đź§ľ hanno cartelle o debiti con il Fisco per piĂą di 5.000 euro complessivi
In questi casi, il pagamento dello stipendio, dell\’indennitĂ di fine rapporto o della pensione può essere bloccato.
📉 Attenzione: vale anche per la tredicesima e per le indennità da licenziamento.
🔍 Come funziona il blocco?
Dal 2026 in poi, il datore di lavoro pubblico sarĂ obbligato a:
- Verificare se il dipendente ha somme iscritte a ruolo (debiti fiscali notificati)
- In caso positivo, bloccare il pagamento degli emolumenti, rispettando comunque i limiti di legge sui pignoramenti (cioè la parte minima dello stipendio che non può essere toccata)
đź’° Le somme bloccate verranno usate per rientrare del debito, fino alla completa estinzione.
Solo a quel punto riprenderĂ il pagamento regolare dello stipendio o della pensione.
⚠️ Cosa cambia davvero?
âś… Finora il blocco si applicava solo ai fornitori della PA.
❌ Ora riguarda anche chi lavora per lo Stato, se in situazione debitoria verso l’Agenzia delle Entrate o altri Enti pubblici.
🎯 Obiettivo: recuperare i crediti fiscali anche da chi percepisce regolarmente fondi pubblici.
🤔 Sei un dipendente pubblico e hai cartelle non pagate?
🔎 Dal 2026 non potrai più ignorarle: il rischio è non ricevere stipendio o pensione.
👉 Se vuoi capire come rientrare del tuo debito senza blocchi, o verificare se rientri tra i soggetti coinvolti, contattaci oggi stesso.
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