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Cauzione e affitti non pagati: svolta per i proprietari

La gestione della cauzione è sempre stata un tema delicato nei contratti di locazione. In particolare, molti proprietari si sono trovati davanti a situazioni paradossali: inquilini che lasciavano l’immobile senza pagare le ultime mensilità e, nonostante ciò, l’obbligo di restituire loro la cauzione. Solo dopo, infatti, si poteva avviare una causa per recuperare i canoni mancanti, con tempi lunghi e costi elevati.

Immagina questa scena: l’inquilino lascia casa senza pagare gli ultimi mesi di affitto. Tu, come proprietario, hai in mano una cauzione versata all’inizio, ma fino a ieri non potevi usarla per coprire gli affitti mancanti. Dovevi restituirla e poi, solo dopo, intentare una causa per recuperare i soldi. Una trafila lunga, costosa e spesso scoraggiante.

Il motivo? Nei contratti di locazione standard non è quasi mai previsto che la cauzione possa compensare i canoni non pagati. E senza quella clausola, il proprietario era con le mani legate.

Oggi, però, qualcosa si muove. Con la sentenza n. 895 del 12 giugno 2025, il Tribunale di Taranto ha stabilito che, se il rapporto di locazione è terminato, non ci sono danni all’immobile e non sono stati richiesti altri risarcimenti, il locatore può trattenere la cauzione per coprire gli affitti non saldati.

Si tratta di un’applicazione del principio di compensazione (previsto dall’articolo 1243 del Codice Civile), che però finora nel mondo delle locazioni era rimasto un tabù.

Attenzione: una sentenza di Tribunale non fa legge come quelle della Cassazione, quindi non vale automaticamente per tutti i casi. Ma resta un precedente significativo, che apre la porta a interpretazioni più favorevoli e pratiche per i proprietari.

 

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