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Cartelle esattoriali, riforma approvata e nuovi aiuti agli indebitati, ecco i 4 punti cardine

Addio cartelle esattoriali, rate più lunghe dal 2025 al 2029 e le altre novità della riforma della riscossione in arrivo molto presto.

Cartelle esattoriali, riforma approvata e nuovi aiuti agli indebitati: ecco i 4 punti cardine

Dal 1° gennaio 2025, tutte le cartelle esattoriali che al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di affidamento del credito dall’Ente all’Agenzia delle Entrate Riscossione non saranno state incassate, verranno oggetto di discarico automatico. In altre parole, saranno depennate dalla lista delle cartelle a carico di un contribuente. Se il debitore è oggetto di chiusura attività per fallimento, di liquidazione giudiziale o è nullatenente, le cartelle verranno discaricate anche senza il decorso dei cinque anni.

Riaffidamento del carico all’Agente della riscossione e altre novità sulle cartelle esattoriali

Le cartelle discaricate riguardano il rapporto tra Agenzia delle Entrate Riscossione e contribuente. Sarà la cartella esattoriale a essere cancellata automaticamente dall’estratto di ruolo del debitore presso l’Agenzia delle Entrate Riscossione, ma non il debito vero e proprio, su cui l’ente mantiene il diritto di incassare nuovamente.

Nella riforma della riscossione si prevede che l’ente possa ritornare alla carica per una cartella discaricata, non cancellando quindi per davvero il debito. Potrà farlo con diverse procedure: notifiche e intimazioni di pagamento attraverso i propri canali interni. O riaffidando l’incarico all’Agenzia delle Entrate Riscossione per un ulteriore tentativo di incasso (per un massimo di due anni). Questo nel caso in cui emergano nuove e significative voci reddituali o patrimoniali del debitore.

In alternativa, l’ente potrà affidare il credito a soggetti privati tramite gara d’appalto, come agenzie di riscossione private e società di recupero crediti riconosciute, come avviene con prestiti al consumo e finanziamenti.

Nuove rateizzazioni di pagamento: una mano tesa ai contribuenti indebitati

Anche le rate ordinarie che un contribuente indebitato può chiedere all’Agenzia delle Entrate Riscossione subiscono modifiche nella riforma appena approvata. Le rateizzazioni delle cartelle esattoriali non sono una novità, ma cambia la durata dei piani, che si allunga. Attualmente le rate possono arrivare a 72 mesi (6 anni) o a 120 mesi (10 anni) per i contribuenti in temporanea difficoltà, previa prova.

Con la riforma, i contribuenti indebitati godranno di trattamenti più favorevoli. Per le richieste di rateizzazione ordinaria delle cartelle per debiti fino a 120.000 euro, presentate nel 2025 o nel 2026, le rate arriveranno fino a 84 mesi (7 anni). Indipendentemente dalle difficoltà economiche.

In questo caso, le rate potranno arrivare fino a 120 mesi. Per le richieste presentate nel biennio 2027-2028, le rate diventeranno 96, e dal primo gennaio 2029, le rate diventeranno 108.

Per i contribuenti con debiti superiori a 120.000 euro, le rate saranno sempre massimo 120, indipendentemente dalla data di presentazione dell’istanza.

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