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Adempimenti e concordato biennale: approvato il Decreto correttivo

Il 26 luglio 2024, il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame definitivo il Decreto correttivo che apporta numerose novità in tema di adempimento collaborativo, adempimenti tributari e concordato preventivo biennale. Prorogato, inoltre, al 15 settembre il versamento della quinta rata della Rottamazione-quater.

Il Consiglio dei Ministri del 26 luglio 2024, su proposta del Ministro dell’Economia e delle finanze, ha approvato, in via definitiva, il Decreto correttivo che viene ritoccato rispetto alla versione licenziata in via preliminare dall\’Esecutivo il 20 giugno 2024. Nel dettaglio, in materia di concordato preventivo biennale, il Decreto prevede una tassa piatta opzionale sull’incremento di reddito concordato variabile tra il 10% e il 15% e, in tema di rottamazione-quater, prevede un\’importante proroga dal 31 luglio al 15 settembre 2024.

Sul testo del Decreto sono stati acquisiti l\’intesa in sede di Conferenza unificata e i pareri del Garante per la protezione dei dati personali e delle competenti Commissioni parlamentari.

Sempre, nell\’ambito dell\’attuazione della Riforma fiscale, il Consiglio dei Ministri del 26 luglio 2024 ha anche avviato l\’esame definitivo per il Decreto contenente disposizioni nazionali complementari al codice doganale dell’Unione e revisione del sistema sanzionatorio in materia di accise e di altre imposte indirette sulla produzione e sui consumi.

Le novità del Decreto correttivo

Diverse sono le modifiche rilevanti previste dal Decreto correttivo:

  • prorogato al 15 settembre 2024 il versamento della quinta rata della rottamazione-quater. Si ricorda che per mantenere i benefici della definizione agevolata (c.d. rottamazione-quater), prima di tale proroga, era necessario effettuare il versamento della quinta rata entro il 31 luglio 2024. Il pagamento si considerava tempestivo se effettuato entro il 5 agosto 2024. Con la proroga prevista dal Decreto correttivo i contribuenti avranno tempo fino al 15 settembre 2024, ma, grazie ai 5 giorni di tolleranza, il versamento viene considerato tempestivo se effettuato entro il 20 settembre 2024;
  • in tema di concordato preventivo biennale viene prevista una tassa piatta opzionale (Flat tax) sull’incremento di reddito concordato variabile tra il 10% e il 15% nonché la precisazione che la protezione dagli accertamenti basati su presunzioni semplici si estende anche ai forfettari e include l’IVA per i contribuenti a cui si applicano gli ISA. Nel dettaglio, è prevista l’introduzione di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali sulla differenza tra il reddito oggetto dell’accordo con l\’AF e quello dichiarato per il 2023. La misura dell’imposta sostitutiva varia in base al voto ISA ottenuto dai contribuenti: se il voto è superiore a 8 l\’aliquota è del 10%; se il voto è tra 6 e 8 l\’aliquota è del 12%; se il voto è sotto la sufficienza l\’aliquota è del 15%;
  • la revisione del redditometro;
  • la messa a regime del termine al 31 ottobre per la presentazione del modello redditi;
  • la messa a regime del termine del 31 luglio per l’adesione al concordato preventivo biennale;
  • l’ampliamento da 30 a 60 giorni del termine per il pagamento, integrale o della prima rata, degli avvisi bonari.

Si ricorda che il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, aveva approvato, il 20 giugno 2024, in esame preliminare, il Decreto correttivo in materia di regime di adempimento collaborativo, razionalizzazione e semplificazione degli adempimenti tributari e concordato preventivo biennale.

In generale, le disposizioni modificative e integrative provvedono a:

  • una revisione del calendario fiscale;
  • integrare il concordato preventivo biennale (CPB), sia in considerazione del calendario fiscale, sia con ulteriori disposizioni relative ai casi di decadenza dal concordato;
  • introdurre una sanzione, fino alla sospensione dalla facoltà di rilasciare la certificazione tributaria per un periodo da uno a tre anni, per i professionisti nel caso in cui la certificazione del sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale (Tax control framework) sia infedele;
  • modificare le sanzioni in merito all’adempimento collaborativo, azzerandole per i contribuenti che dichiarano tutto al fisco e si comportano correttamente.
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