Dopo mesi di attesa, l’INPS ha finalmente dato il via libera al Bonus Mamme 2025, il contributo pensato per sostenere le lavoratrici con figli.
La circolare ufficiale è uscita il 28 ottobre 2025, e da quel momento è possibile inviare la richiesta direttamente all’Istituto o tramite un CAF.
Ma di cosa si tratta, concretamente?
Il bonus è un aiuto economico di 40 euro al mese per tutto il periodo di lavoro svolto nel 2025, pensato per madri con almeno due figli che non superano i 40.000 euro di reddito annuo.
È una misura temporanea che, per quest’anno, sostituisce l’esonero contributivo introdotto dalla Legge di Bilancio.
Chi può beneficiarne
Possono richiederlo:
- lavoratrici dipendenti o autonome con due o più figli;
- con reddito 2025 fino a 40.000 euro;
- e che non usufruiscono già di altre agevolazioni contributive.
L’importo non viene conteggiato nell’ISEE, quindi non incide su altre prestazioni.
Ci sono però differenze importanti:
- Le mamme con due figli possono riceverlo fino ai 10 anni del secondo;
- Quelle con tre o più figli, fino ai 18 anni del più piccolo.
Ma attenzione: se la madre ha un contratto a tempo indeterminato, in questo caso non spetta il bonus, bensì uno sconto sui contributi previdenziali IVS già previsto da un’altra legge.
Tempistiche e modalità di richiesta
Il bonus non arriva ogni mese: sarà pagato tutto insieme nel dicembre 2025.
Per ottenerlo, la domanda va inviata entro il 9 dicembre 2025, cioè 40 giorni dopo l’uscita della circolare.
Chi si muove più tardi potrà comunque fare domanda, ma solo fino a febbraio 2026, e riceverà il pagamento in seguito.
Le lavoratrici devono presentare la richiesta personalmente, accedendo al portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure affidandosi a un CAF.
Nel modulo bisogna solo indicare dove accreditare il contributo — su conto con IBAN o tramite bonifico domiciliato.
Il datore di lavoro non partecipa in alcun modo alla procedura.
Un punto ancora poco chiaro
Resta da capire cosa succederà a chi supera i 40.000 euro di reddito a fine anno.
Il reddito dichiarato nella domanda è infatti “presunto”, e per ora l’INPS non ha ancora spiegato se in questi casi il bonus dovrà essere restituito o se verranno fissate regole specifiche.
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