Cosa cambia dal 2026 e cosa significa davvero
Negli ultimi giorni si parla molto del regime dei neo-residenti e dell’aumento dell’imposta sostitutiva previsto dalla Legge di Bilancio 2026.
Il regime dei neo-residenti, previsto dall’art. 24-bis del TUIR, è un regime fiscale opzionale riservato a persone fisiche che:
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trasferiscono realmente la residenza fiscale in Italia;
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sono state non residenti per almeno 9 periodi d’imposta su 10 prima del trasferimento.
Chi aderisce al regime:
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non è tassato in Italia sui redditi prodotti all’estero secondo le aliquote IRPEF ordinarie;
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paga invece un’imposta annua forfetaria, indipendente dall’ammontare effettivo dei redditi esteri.
È uno strumento di attrazione fiscale, non di regolarizzazione.
Cosa cambia dal 1° gennaio 2026
Dal 2026 il regime resta in vigore, ma diventa più costoso.
Importi aggiornati
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Imposta sostitutiva principale
da 200.000 € a 300.000 € annui -
Imposta per ciascun familiare incluso nel regime
da 25.000 € a 50.000 € annui
L’aumento è secco e immediato.
A chi si applicano le nuove regole
Le nuove misure NON sono retroattive.
Si applicano solo ai soggetti che trasferiscono la residenza civilistica in Italia dall’1.1.2026 in poi.
Chi:
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ha già trasferito la residenza entro il 31.12.2025
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ed è già nel regime
È possibile portare capitali in Italia?
Sì.
Chi trasferisce la residenza fiscale in Italia può trasferire in Italia qualsiasi cifra, senza limiti quantitativi.
Non esistono:
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tetti massimi di importo;
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imposte sul semplice trasferimento di capitali;
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prelievi automatici sul rientro dei fondi.
Attenzione però a un punto fondamentale
I capitali devono essere:
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leciti
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tracciabili
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documentabili
Qui entra in gioco l’antiriciclaggio, non il fisco.
Il regime:
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non “ripulisce” i capitali
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non copre provenienze illecite
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non protegge da controlli AML
L’imposta da 300.000 € non è una tassa sul capitale
👉 I 300.000 € NON sono una tassa sui soldi portati in Italia
👉 Sono un’imposta annua, che sostituisce la tassazione sui redditi esteri
Che il soggetto porti:
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1 milione
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10 milioni
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100 milioni
👉 l’imposta resta la stessa.
Perché lo Stato ha aumentato l’imposta
Il messaggio è chiaro:
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il regime resta
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ma non è più “a basso costo”
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è riservato a patrimoni e redditi molto elevati
Non è un favore fiscale, ma un prezzo di ingresso nel sistema Italia.
Cos’è il regime dei neo-residenti (art. 24-bis TUIR)
È un regime fiscale opzionale riservato a persone fisiche ad alta capacità reddituale che:
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trasferiscono la residenza fiscale in Italia
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non sono state residenti fiscalmente in Italia per almeno 9 degli ultimi 10 anni
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percepiscono redditi prodotti all’estero (dividendi, interessi, plusvalenze, redditi d’impresa estera, royalties, ecc.)
👉 In cambio di un’imposta forfetaria fissa, tutti i redditi esteri non sono più tassati con IRPEF progressiva.
Esempio
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Imprenditore straniero
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Trasferisce la residenza in Italia nel 2026
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Mantiene:
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una holding estera
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attività operative all’estero
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Redditi esteri annui: 15 milioni di euro
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Nessun reddito prodotto in Italia
Tassazione SENZA regime
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IRPEF ordinaria fino al 43%
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Imposta potenziale: oltre 6 milioni di euro
Tassazione CON regime neo-residenti (dal 2026)
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Imposta sostitutiva fissa: 300.000 €
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IRPEF su redditi esteri: ZERO
👉 Risultato
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15.000.000 € di redditi esteri
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Tasse pagate in Italia: 300.000 €
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Aliquota effettiva: 2%
Esempio con familiari
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Titolare: 300.000 €
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Coniuge + 2 figli: 50.000 € × 3 = 150.000 €
👉 Totale imposta annua: 450.000 €
👉 Copre tutti i redditi esteri dell’intero nucleo
Attenzione: NON è un regime “automatico”
Serve:
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analisi preventiva
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corretta gestione della residenza fiscale
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pianificazione della struttura estera
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verifica di CFC, esterovestizione, stabili organizzazioni
👉 È un regime potentissimo, ma va costruito bene.





