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AGEVOLAZIONE FISCALE PER CHI INVESTE IN BENI STRUMENTALI

L’articolo descrive l’introduzione, per il solo periodo d’imposta 2025, della cosiddetta “mini IRES”, un’aliquota IRES ridotta al 20%, destinata a incentivare investimenti in beni strumentali innovativi e tecnologicamente avanzati. Di seguito i dettagli e un esempio pratico.

Cos’è la “Mini IRES”?

La mini IRES è un’agevolazione fiscale che consente alle imprese di applicare un’aliquota ridotta al 20% (rispetto al 24% standard) sull’IRES. Si applica a condizione che l\’impresa rispetti specifici requisiti di accantonamento degli utili, investimenti e incremento occupazionale.

Chi può beneficiarne?

L’agevolazione è concessa a società residenti nel territorio italiano, escluse:

  • Enti pubblici e privati (diversi dalle società) che non svolgono attività commerciale come oggetto principale.
  • Organismi di investimento collettivo del risparmio.
  • Enti in liquidazione o soggetti a procedure concorsuali.
  • Soggetti che determinano il reddito imponibile secondo regimi forfetari.

Requisiti per l’accesso

Per beneficiare della mini IRES, devono essere rispettate tutte le seguenti condizioni:

1. Accantonamento degli utili:

    • Almeno l’80% degli utili dell’esercizio 2024 (o 2023, in alcuni casi) deve essere accantonato in una riserva dedicata.

2. Investimenti in beni strumentali:

      • Almeno il 30% degli utili accantonati (o comunque il 24% degli utili 2023, per almeno 20.000 euro) deve essere destinato a investimenti in:
        • Beni strumentali nuovi per strutture produttive in Italia.
        • Beni inclusi nei programmi Transizione 4.0 e 5.0.
        • Gli investimenti devono essere effettuati tra il 1 gennaio 2025 e il 31 ottobre 2026.

3. Incremento occupazionale:

  • Nel 2025, l’impresa deve mantenere il numero di unità lavorative annue (ULA) rispetto alla media del triennio precedente.
  • Deve inoltre incrementare il personale assunto a tempo indeterminato di almeno l’1%, con un minimo di una nuova assunzione.

4. Assenza di cassa integrazione:

  • L’impresa non deve aver fatto ricorso alla cassa integrazione guadagni nel corso del 2024.

Ipotesi di decadenza dell’agevolazione

L’agevolazione viene revocata nei seguenti casi:

  • Distribuzione degli utili accantonati entro il secondo esercizio successivo al 2024.
  • Dismissione o utilizzo improprio dei beni strumentali:
    • Cessione.
    • Destinazione a scopi non aziendali.
    • Localizzazione in strutture estere entro cinque anni dall’investimento.

Esempio Pratico

Scenario:

  • Una società registra utili di 100.000 euro nel 2024.
  • Accantona l’80% degli utili (80.000 euro) in una riserva dedicata.
  • Decide di investire il 30% degli utili accantonati (24.000 euro) in macchinari per la propria struttura produttiva, qualificabili come beni strumentali Transizione 4.0.
  • Assume un lavoratore a tempo indeterminato nel 2025, incrementando il personale del 2% rispetto alla media del triennio precedente.

Risultato:

  • La società soddisfa i requisiti di accantonamento, investimento e incremento occupazionale.
  • Per il periodo d’imposta 2025, può applicare l’aliquota ridotta del 20% sull’IRES invece del 24%, ottenendo un risparmio fiscale.

Risparmio Fiscale:

  • Reddito imponibile: 100.000 euro.
  • Aliquota standard (24%): 24.000 euro di IRES.
  • Aliquota ridotta (20%): 20.000 euro di IRES.
  • Risparmio totale: 4.000 euro.

Conclusione

La mini IRES è un’agevolazione mirata a incentivare l\’innovazione tecnologica e l’occupazione, premiando le imprese che reinvestono gli utili in beni strumentali avanzati e contribuiscono al miglioramento del mercato del lavoro. Tuttavia, è essenziale rispettare le condizioni stabilite e monitorare attentamente i requisiti per evitare la decadenza del beneficio.

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