Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha annullato una regola del Ministero dell’Interno che obbligava i gestori degli affitti brevi (come quelli su Airbnb) a fare il check-in di persona con ogni ospite. Ora, chi affitta può tornare a usare sistemi automatizzati e digitali per far accedere i turisti, come inviare i documenti online o usare codici per aprire porte e cassette delle chiavi.
Cosa diceva la regola annullata?
Una circolare del Ministero, uscita a novembre 2024, diceva che i gestori dovevano identificare gli ospiti \”di persona\” per rispettare una legge che impone di sapere chi soggiorna negli appartamenti per meno di 30 giorni. Lo scopo era quello di permettere alle forze dell’ordine di controllare la presenza di persone sospette o pericolose.
Perché il TAR ha annullato questa regola?
Il TAR ha trovato tre motivi principali:
- Troppa burocrazia: Obbligare a un incontro fisico va contro le leggi che chiedono di semplificare le procedure.
- Poco efficace: Anche con un check-in in presenza, c’è comunque il rischio che poi entrino altre persone non registrate.
- Poca chiarezza: La circolare non spiegava bene, con dati concreti, perché fosse davvero necessario questo obbligo.
Conclusione:
Secondo il TAR, l’identificazione degli ospiti può essere fatta in modo sicuro anche a distanza, usando la tecnologia. Non serve obbligare sempre al check-in faccia a faccia.





