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Lavoro notturno, festivo e turni: tassati al 15% nel 2026

Chi lavora di notte, nei giorni festivi o su turni nel 2026 paga le maggiorazioni con un’aliquota piatta del 15%, molto più bassa delle normali aliquote IRPEF. Per i lavoratori di turismo e ristorazione c’è persino un regime ancora più favorevole, completamente esentasse fino a settembre.


Di cosa si tratta

Quando si lavora in orari o giorni particolari — di notte, nei festivi, nei riposi settimanali o su turni — il contratto collettivo prevede delle maggiorazioni retributive: una percentuale aggiuntiva sulla paga base, a compensazione del disagio.

Queste maggiorazioni, fino al 2025, venivano tassate come il resto dello stipendio — con le aliquote IRPEF ordinarie. Dal 2026 cambia tutto: si applica un’aliquota piatta del 15%, molto più bassa per la grande maggioranza dei lavoratori coinvolti.


Chi può beneficiarne e fino a quanto

La misura si applica a:

  • Lavoratori dipendenti del settore privato
  • Con reddito da lavoro dipendente 2025 fino a 40.000 euro
  • Su un massimo di 1.500 euro annui di retribuzione agevolata

Rientrano nell’agevolazione:

  • Indennità per lavoro notturno (ai sensi del Dlgs 66/2003 e dei CCNL)
  • Maggiorazioni per lavoro festivo e nei riposi settimanali
  • Indennità di turno disciplinate dai contratti collettivi

Oltre i 1.500 euro di maggiorazioni annue, la parte eccedente torna a essere tassata con le aliquote ordinarie.


Il regime speciale per turismo e ristorazione

Per i lavoratori di turismo, ristorazione e pubblici esercizi con reddito 2025 fino a 40.000 euro è previsto fino al 30 settembre 2026 un trattamento ancora più favorevole.

Si tratta di un trattamento integrativo speciale pari al 15% della retribuzione lorda per lavoro notturno e straordinario festivo, che non è una tassazione agevolata ma un contributo completamente esente da imposte — non entra nel reddito imponibile, non ci si pagano tasse sopra.

La differenza rispetto alla flat tax al 15% è sostanziale: lì si paga comunque il 15%, qui non si paga nulla.


Il confronto con la tassazione ordinaria

Per capire il vantaggio concreto, ecco il confronto su 1.000 euro di maggiorazioni annue, con diverse aliquote marginali IRPEF:

Aliquota IRPEF marginale Tasse ordinarie Tasse con flat tax 15% Risparmio
23% 230 € 150 € 80 €
27% 270 € 150 € 120 €
33% 330 € 150 € 180 €

Il vantaggio cresce al crescere del reddito: chi è in una fascia IRPEF più alta risparmia di più.


Esempio pratico

La situazione di Roberto

Roberto è un infermiere in un ospedale privato di Napoli. Guadagna 31.000 euro lordi l’anno e nel 2026 matura 1.400 euro di indennità notturne — sotto il tetto dei 1.500 euro agevolabili.

Con la tassazione ordinaria al 27%:

  • Tasse sulle indennità: 378 €
  • Indennità nette: 1.022 €

Con la flat tax al 15%:

  • Tasse sulle indennità: 210 €
  • Indennità nette: 1.190 €

Risparmio annuo per Roberto: 168 euro — i suoi turni di notte valgono quasi il 17% in più rispetto all’anno scorso, senza nessun cambiamento nel contratto o nella paga base.


L’agevolazione al 15% è automatica: il datore di lavoro la applica direttamente in busta paga sulle voci retributive interessate. Se noti che le maggiorazioni sono tassate con le aliquote ordinarie, segnalalo all’ufficio paghe.

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