Da che importo si può pignorare la prima casa? Il caso della società privata e di Agenzia Entrate Riscossione per cartelle esattoriali.
Una società privata può pignorare la prima casa?
Se il titolare del credito è un soggetto, un ente o una società privata, come una banca o una finanziaria, la prima casa è sempre pignorabile, anche per crediti minimi.
Non esiste quindi un importo al di sotto del quale non si possa mettere all’asta l’abitazione di proprietà in cui si è residenti. E non importa se, all’interno dell’immobile, dovessero vivere minorenni, portatori di handicap, anziani e altre persone fragili.
Ad esempio, il condominio che non riesce a recuperare le proprie entrate potrà pignorare la casa anche per un debito di cinquemila euro.
Né è necessaria la previa iscrizione di ipoteca che serve al creditore solo per garantirsi una causa di preferenza sull’assegnazione delle somme (in caso di pluralità di creditori) e a mettere in vendita l’immobile anche se dovesse essere successivamente venduto a terzi.
Si tenga tuttavia conto che, se la società privata agisce come mandataria di un ente locale, come il Comune, valgono le regole previste per i soggetti pubblici, di cui parleremo nel prossimo paragrafo.
Si può pignorare una casa per multe o altre tasse del Comune?
La legge impone agli agenti di riscossione di non pignorare mai la prima casa, a prescindere dall’entità del debito (quindi anche per importi di diverse centinaia di migliaia di euro). Affinché operi il divieto è necessario che:
- l’immobile non sia di lusso (A/1, A/8 o A/9);
- l’immobile sia adibito a civile abitazione.
- il contribuente abbia residenza nell’immobile;
- il contribuente non abbia altre proprietà, anche solo per quote.
Chi dunque ha più di un immobile, indipendentemente dalla categoria catastale, può subire il pignoramento tanto della “prima” casa quanto delle altre.
Il fatto di avere la residenza in un immobile, se si è proprietari di un altro, anche se per quote, non garantisce la tutela della prima casa (mancherebbe l’ultima delle condizioni che abbiamo elencato sopra).
Dunque, a prescindere dal tipo di tributo o di sanzione non pagata (multe stradali, Imu, Tari, Irpef, contributi, Iva, ecc.), la prima casa non può mai essere pignorata dopo la notifica di cartelle esattoriali o ingiunzioni di pagamento.
Quando si può pignorare la casa?
In ogni caso, quand’anche non dovessero sussistere le condizioni per la tutela della prima casa, l’Esattore può avviare il pignoramento immobiliare solo se:
- il debito è superiore 120.000 euro;
- il patrimonio immobiliare del debitore è superiore a 120.000 euro;
- prima del pignoramento è stata iscritta ipoteca e, da questa, sono decorsi 6 mesi.
Se nel frattempo il debitore dovesse pagare una parte della somma riducendo l’esposizione debitoria al di sotto di 120.000 euro, l’ipoteca già iscritta va cancellata.
Dunque, è inverosimile che una casa possa essere pignorata per multe o altre entrate locali attesi gli importi bassi che caratterizzano tali sanzioni o tributi.





