Delibere IMU 2023: emendamento alla Manovra proroga le delibere delle aliquote 2023: dopo il saldo di dicembre, una terza rata a conguaglio entro febbraio.
I Comuni che hanno approvato modifiche alle aliquote IMU entro il 30 novembre possono applicarle per il 2023 ma i proprietari di immobili pagheranno il saldo di dicembre in base alle vecchie aliquote 2022 per poi effettuare il conguaglio entro il 29 febbraio 2024: la proroga è contenuta in un emendamento alla Legge di Bilancio, presentato dai relatori.
Entro la fine della settimana si saprà se questa novità verrà approvata o meno, visto che il testo della Manovra arriverà in Aula al Senato lunedì 18 dicembre. Vediamo intanto che cosa prevede.
Proroga delibere IMU in Manovra 2024
Per il momento, si tratta di un emendamento presentato ma non ancora votato.
In realtà basterà attendere l’esame della commissione Bilancio al Senato: il testo arriva in Aula il 18 dicembre per poi passare alla Camera per il sì definitivo entro fine anno, festività comprese. Prevedibilmente, questi passaggi saranno blindati da voto di fiducia o comunque non comporteranno modifiche ma la semplice approvazione del testo uscito dalla commissione di Bilancio.
IMU 2023: saldo a dicembre e conguaglio a febbraio
Nel frattempo, per il pagamento del saldo IMU di dicembre non cambia nulla: nei comuni che non hanno pubblicato eventuali variazioni entro la scadenza ordinaria di fine ottobre, i contribuenti verseranno, entro lunedì 18 dicembre, la seconda rata dell’imposta sugli immobili in base alle aliquote del 2022.
In parole semplici, il saldo di dicembre sarà pari all’acconto di giugno. Se però i Comuni hanno deliberato entro fine novembre nuove aliquote 2023, allora bisognerà versare un conguaglio entro fine febbraio 2024.
Seconda rata IMU: regole con o senza delibere
Se l’emendamento passerà, le regole per il saldo IMU di dicembre 2023 saranno le seguenti.
Se i Comuni non hanno deliberato nuove aliquote entro il 30 novembre 2023, si versa il saldo in base alle vecchie aliquote (le stesse dell’acconto di giugno) e con il medesimo importo della prima rata (due rate al 50%).
Se i Comuni hanno deliberato nuove aliquote pubblicate entro il 30 novembre, il saldo di dicembre si versa in misura pari all’acconto di giugno ma entro il 29 febbraio bisogna calcolare e versare un conguaglio.
Nuove aliquote IMU 2023: conguaglio o rimborso 2024
Le nuove aliquote deliberate entro fine novembre saranno pubblicate dal dipartimento delle Finanze (e dalle singole amministrazioni sui rispettivi portali) entro il 15 gennaio 2024.
In base alle nuove disposizioni bisognerà calcolare l’intero importo dell’IMU 2023 per poi definire il dovuto a titolo di conguaglio. Se le nuove aliquote saranno più convenienti di quanto già pagato, allora spetterà un rimborso, secondo le regole ordinarie (facendo domanda al Comune).
In altri termini, se in base alle nuove aliquote emergerà un importo a debito, questo andrà pagato entro il 29 febbraio 2024. Se invece emerge un importo a credito, non ci sarà il rimborso automatico entro fine febbraio ma bisognerà presentare domanda. Lo prevede l’emendamento:
l’eventuale differenza positiva tra l’imposta municipale propria (IMU), calcolata sulla base degli atti pubblicati in virtù di quanto stabilito al comma 2 e quella versata, ai sensi dell’articolo 1, comma 762, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, entro il 18 dicembre 2023, è dovuta senza applicazione di sanzioni e interessi entro il 29 febbraio 2024. Nel caso in cui emerga una differenza negativa, il rimborso è dovuto secondo le regole ordinario.
C’è infine da tenere presente un\’ultima regola: se i termini del 14 ottobre e del 28 ottobre per l’invio e la pubblicazione delle delibere IMU scadono nei giorni di sabato o di domenica, gli stessi sono prorogati al primo giorno lavorativo successivo.





