La Guardia di Finanzia avvia i nuovi controlli sulle Partite IVA sospette chiudendo d\’ufficio quelle non conformi alle nuove regole 2024.
La Guardia di Finanza è stata chiamata ad effettuare controlli sul campo per identificare frodi fiscali e procedere con le misure e le sanzioni previste, con nuove azioni di monitoraggio che ora divengono operative.
In particolare, i controlli e la cessazione d’ufficio scattano anche per i soggetti passivi che hanno comunicato la chiusura dell’attività negli ultimi 12 mesi senza fornire chiarimenti.
I nuovi controlli della GdF sulle Partite IVA sospette
Le Fiamme Gialle si concentrano in particolare sul fenomeno delle Partite IVA apri e chiudi, che tendenzialmente nascondono attività inesistenti, quindi frodi.
Bisogna segnalare all’Agenzia delle Entrate le Partite IVA sospette, anche se il titolare ha già comunicato la chiusura dell’attività, adempimento che va effettuato entro 12 mesi dalla cessazione effettiva ma che deve essere motivato.
Le nuove direttive illustrano come procedere in questi casi, applicando cioè la chiusura d’ufficio ed applicando le sanzioni previste, pari a 3mila euro (articolo 1, comma 149, legge n. 197/2022).
Anche nel caso di chiusura della Partita IVA, in mancanza dei necessari chiarimenti è previsto il divieto di compensazione orizzontale delle imposte con altri tributi o contributi.
A fronte della richiesta di aprire una nuova Partita IVA, il Fisco chiederà poi una fideiussione di 50mila euro.





