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La riforma fiscale introduce il concordato preventivo tra piccole imprese e Fisco, bloccando gli importi delle tasse per due anni. 

La riforma fiscale prevede l’introduzione del concordato preventivo tra piccole imprese e Agenzia delle Entrate: un accordo in base al quale i controlli su PMI e Partite IVA verrebbero bloccati per due anni, favorendo un monitoraggio anticipato. 

In base al concordato preventivo, infatti, il Fisco userebbe i dati a disposizione sull’attività delle piccole imprese per formulare una proposta impositiva ad hoc, stimandone il reddito e una base imponibile da tassare. 

Cosa prevede la Riforma Fiscale sul concordato biennale 

In tema di procedimento accertativo, l’articolo 15 del disegno di legge delega – attualmente in Commissione Finanze al Senato, dopo aver incamerato i primi emendamenti alla Camera – prevede l’introduzione, per i soggetti di minore dimensione, del concordato preventivo biennale. 

A seguito di un contradditorio, prevede da parte del contribuente di accettare la proposta formulata dall’Agenzia delle entrate per la definizione biennale della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi e IRAP. 

Concordato preventivo al posto degli ISA 

Il concordato coinvolgerebbe 2,5 milioni di Partite IVA e un totale di circa 6200 imprese, mettendo da parte il meccanismo delle pagelle fiscali basate sull’ISA. 

Le informazioni, nel dettaglio, saranno desunte dalla fatturazione elettronica e dagli scontrini telematici. La banca dati necessaria per trarre le informazioni usate dal Fisco dovrebbe essere messa a punto grazie alla fusione tra Sogei e Sose, anche con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale. 

Con il blocco della base imponibile per un biennio, i contribuenti verserebbero il medesimo importo di tasse anche con variazioni del reddito, sebbene l’IVA verrebbe versata tenendo conto delle operazioni effettuate concretamente. 

PMI e Partite IVA saranno libere di accettare o rifiutare il concordato, sebbene in quel caso potrebbero essere effettuati dei controlli anche in vista di una possibile decadenza dall’agevolazione. 

Di contro, accettando la proposta, nel biennio in cui è stato attivato il concordato la base imponibile non potrà essere modificata rispetto a quanto pattuito ed in ogni caso non scattano controlli. 

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