Con il Decreto Omnibus 2026, approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri il 10 giugno, arriva una novità importante per i contribuenti in regime forfettario: viene abolita la riduzione di un anno dei termini di accertamento fiscale.
Cos’’era il regime premiale
Fino ad oggi, chi emetteva esclusivamente fatture elettroniche beneficiava di un vantaggio: il termine entro cui il Fisco poteva notificare un avviso di accertamento si riduceva da cinque a quattro anni. Un’agevolazione introdotta dalla legge 190/2014 per incentivare l’adozione volontaria della e-fattura, quando per i forfettari era ancora facoltativa.
Perché viene eliminata
Il motivo è semplice: dal 1° gennaio 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari, anche per chi ha ricavi inferiori a 25.000 euro. Non ha più senso premiare un comportamento che ormai è imposto dalla legge. L’Omnibus prende atto di questo cambiamento e abroga l’agevolazione, allineando i forfettari al regime ordinario.
Cosa cambia in pratica
Il termine di accertamento torna a cinque anni. L’Agenzia delle Entrate avrà quindi un anno in più per effettuare controlli sulle dichiarazioni dei redditi.
Per le annualità già coperte dal vecchio regime il termine ridotto rimane valido; per quelle successive si applicherà il termine pieno di cinque anni. La decorrenza esatta dell’abrogazione andrà verificata sul testo definitivo del decreto, al termine dell’iter parlamentare.
⚠️ Attenzione: la finestra temporale più lunga rende ancora più importante conservare con cura tutta la documentazione fiscale, a partire dalle fatture elettroniche emesse e ricevute.
Fonti: Decreto Omnibus correttivo della riforma fiscale, approvato in esame preliminare il 10 giugno 2026. Legge 190/2014, art. 1 comma 74. DPR 600/1973, art. 43.




