pagamenti assegno unico 11 aprile 2023 importi orari

Assegno unico per i figli maggiorenni: cosa cambia dopo i 18 anni e cosa devi fare per non perderlo

Molti genitori pensano che al compimento dei 18 anni l’assegno unico si interrompa automaticamente.
Non è vero.
Ma è altrettanto vero che se non fai nulla, l’INPS smette di pagare.

Vediamo in modo semplice cosa succede, quali sono i requisiti e come evitare errori che costano soldi.


L’assegno unico spetta anche dopo i 18 anni?

Sì.
L’assegno unico spetta fino ai 21 anni di età del figlio, ma solo se vengono rispettate precise condizioni.

👉 Per i figli con disabilità, invece, non esistono limiti di età: l’assegno continua senza interruzioni.


Cosa succede quando tuo figlio compie 18 anni

Al compimento della maggiore età:

  • l’INPS non rinnova automaticamente la prestazione;

  • la domanda viene sospesa;

  • lo stato diventa “in evidenza al cittadino”.

Tradotto:
l’INPS aspetta che tu confermi i requisiti.

Se non lo fai, l’assegno si ferma. Nessun avviso, nessuna proroga.


Requisiti obbligatori dai 18 ai 21 anni

Per continuare a percepire l’assegno unico tra i 18 e i 21 anni, il figlio deve rientrare in almeno una di queste situazioni:

  • frequenta università o corsi di formazione scolastica/professionale;

  • svolge un’attività lavorativa o tirocinio con reddito inferiore a 8.000 € annui;

  • è disoccupato ed è iscritto ai centri per l’impiego;

  • svolge il servizio civile universale.

Se nessuna di queste condizioni è presente, l’assegno non spetta più.

📌 Ripetiamolo: queste regole non valgono per i figli con disabilità.


Chi deve presentare la domanda

La domanda può essere presentata:

  • da uno dei genitori;

  • da un tutore;

  • dallo stesso figlio, una volta compiuti i 18 anni.

Attenzione però a un dettaglio fondamentale:
se la domanda viene presentata dal figlio, l’IBAN deve essere intestato o cointestato a lui.
In caso contrario, il pagamento viene bloccato.


Assegno unico 2026: importi aggiornati

Per il 2026 gli importi sono stati rivalutati dell’1,4%.

  • Importo minimo: 58,30 €
    (ISEE assente o superiore a 46.582,71 €)

  • Importo massimo: 203,81 €
    (ISEE fino a 17.468,51 €)

Per gennaio e febbraio 2026 l’INPS continua a pagare con gli importi 2025.
Chi aggiorna l’ISEE entro il 28 febbraio riceverà da marzo gli importi corretti con gli arretrati.


Importi per figli maggiorenni

Gli importi per i figli tra i 18 e i 21 anni sono ridotti rispetto ai minorenni.

Nel 2025 variavano:

  • da circa 57,50 €

  • fino a 97,70 € per figlio.

Le tabelle definitive 2026 saranno pubblicate dall’INPS e applicate da marzo.


Il punto critico

Il problema non è il diritto all’assegno.
Il problema è non aggiornare la domanda, non verificare i requisiti o avere un ISEE errato.

Risultato?
➡️ assegno sospeso
➡️ mesi persi
➡️ recuperi complessi

Se tuo figlio ha compiuto 18 anni,
se l’assegno è in sospeso
o se vuoi verificare requisiti, ISEE e importi spettanti:

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