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Verso l’anticipazione del bonus befana: 100 euro aggiuntivi in busta paga con la tredicesima

Mentre il decreto con il bonus befana resta bloccato da mesi, si fa nuovamente largo l\’ipotesi di un aumento di 100 euro in busta paga a dicembre insieme alla tredicesima: la novità annunciata lo scorso aprile dovrebbe riguardare le famiglie con un reddito fino a 28.000 euro

Verso l\’anticipazione del bonus befana: 100 euro aggiuntivi in busta paga con la tredicesima

A fine aprile l’annuncio del bonus befana, 100 euro aggiuntivi in busta paga per le famiglie con un reddito di 28.000 euro: la misura, poi, è rimasta in stand by. Ora si fa largo di nuovo l’ipotesi iniziale di erogarlo a dicembre insieme alla tredicesima.

L’anticipazione arriva dal quotidiano Il Corriere della Sera che durante l’evento Il tempo delle donne, nella giornata del 15 settembre, ha ospitato il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.

Verso l’anticipazione del bonus befana: 100 euro aggiuntivi in busta paga con la tredicesima

L’annuncio del bonus befana nella conferenza stampa del Governo del 30 aprile sembrava aver messo un punto sulla questione ricorrente della detassazione delle tredicesime, promessa anche con il testo della legge delega della riforma fiscale.

Nel frattempo il bonus befana sembra ritornare al punto di partenza: le intenzioni sarebbero quelle di inserire nella busta paga di dicembre, mese in cui si riceve anche la tredicesima, l’aumento di un importo eventualmente anche più alto di 100 euro.

Bonus befana o tredicesima? A quali famiglie spettano i 100 euro aggiuntivi in busta paga

La novità, in ogni caso, dovrebbe riguardare la platea individuata in fase iniziale dal Governo.

L’aumento in busta paga dovrebbe essere, quindi, destinato a coloro che relativamente al 2024 rispettano i seguenti requisiti:

  • reddito complessivo non superiore a 28.000 euro;
  • coniuge non separato e almeno un figlio, entrambi a carico, in alternativa almeno un figlio a carico, nel caso in cui l’altro genitore manchi o non abbia riconosciuto il figlio e il contribuente non sia
  • coniugato o, se coniugato, si sia successivamente separato, o se vi siano figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non sia coniugato o, se coniugato, si sia successivamente separato;
    imposta lorda determinata sui redditi da lavoro dipendente, percepiti dal lavoratore, (escluse pensioni e assegni equiparati) d’importo superiore a quello delle detrazioni spettanti.

La platea, quindi, dovrebbe riguardare nuclei monogenitoriali e dipendenti che hanno un coniuge e almeno un figlio o una figlia a carico.

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