Fondo Transizione Industriale 2025: contributi fino al 75% a fondo perduto per l’uso efficiente delle risorse
Il nuovo Fondo per la Transizione Industriale – Linea di intervento: Uso efficiente delle risorse è una misura pensata per accompagnare le imprese manifatturiere verso processi produttivi più sostenibili.
L’obiettivo è premiare chi investe per ridurre consumi idrici, utilizzo di materie prime e rifiuti in discarica, nel pieno rispetto del principio europeo DNSH (Do No Significant Harm), che vieta qualsiasi impatto ambientale negativo rilevante.
Quando presentare domanda
Le imprese interessate potranno presentare richiesta di agevolazione in una finestra temporale precisa:
- Apertura domande: 17 settembre 2025 (ore 12:00)
- Chiusura domande: 10 dicembre 2025 (ore 12:00)
- Modalità di invio: esclusivamente online tramite la piattaforma Invitalia.
- La graduatoria dei progetti sarà pubblicata entro 120 giorni dalla chiusura dello sportello.
Chi può partecipare
L’agevolazione è riservata alle imprese del settore manifatturiero (codici ATECO C), indipendentemente dalla dimensione aziendale.
Per essere ammesse, devono:
- essere regolarmente costituite e attive;
- non risultare in difficoltà al 31 dicembre 2019;
- presentare un solo progetto per ciascuna unità produttiva;
- proporre investimenti compresi tra 3 e 20 milioni di euro.
Quanto si può ottenere
Il sostegno è concesso sotto forma di contributo a fondo perduto. L’intensità varia in base alla dimensione dell’impresa e alla localizzazione geografica dell’investimento:
- Grandi imprese in aree ordinarie (Nord e Centro): fino al 40%
- PMI in aree ordinarie: fino al 60%
- Grandi imprese in area A (zone svantaggiate): fino al 55%
- PMI in area A: fino al 75%
- Grandi imprese in area C: fino al 45%
- PMI in area C: fino al 65%
👉 La percentuale massima di contributo è quindi il 75% delle spese ammissibili, riservata alle PMI che realizzano progetti nelle aree più svantaggiate.
Requisiti e condizioni
Per ottenere il contributo, le imprese devono rispettare alcuni requisiti chiave:
- allegare una perizia asseverata redatta secondo il modello Invitalia e firmata da professionisti qualificati;
- garantire la conformità al principio DNSH;
- dichiarare l’assenza di doppio finanziamento PNRR;
- disporre di una polizza catastrofale (già obbligatoria per le grandi imprese, dal 2 ottobre 2025 lo sarà anche per le medie);
- nel caso di imprese energivore, presentare una diagnosi energetica valida ai sensi del d.lgs. 102/2014.
Esempio: un progetto nel settore moda-tessile
Un’azienda tessile sostenibile investe 9 milioni di euro in:
- impianto di ultrafiltrazione per il recupero delle acque (-35% consumo idrico);
- utilizzo di filati rigenerati (-25% materie prime vergini);
- sistemi digitali per tracciamento e riuso degli scarti;
- formazione del personale (fino al 10% del budget).
Se localizzata in zona A e classificata come PMI, l’impresa può beneficiare di un contributo fino al 75%, pari a 6,75 milioni di euro.
Esempio: un progetto nel settore metalmeccanico
Un’impresa che produce componentistica per l’automotive investe 14 milioni di euro per:
- riciclo delle acque di raffreddamento (-40% consumi idrici);
- lubrificazione a secco e fluidi biologici (-30% uso di oli minerali e additivi);
- piattaforma digitale per il monitoraggio e il riutilizzo degli scarti metallici (-50% rifiuti conferiti in discarica);
- formazione del personale su nuovi processi lean.
Come media impresa in zona C, l’azienda può ottenere un contributo fino al 65%, pari a 9,1 milioni di euro.
Procedura operativa
La domanda deve seguire questi passaggi:
- Verifica dei requisiti preliminari.
- Predisposizione della perizia asseverata e degli allegati richiesti.
- Invio della domanda tramite la piattaforma Invitalia tra il 17 settembre e il 10 dicembre 2025.
- Attesa della graduatoria, che sarà pubblicata entro 120 giorni dalla chiusura dello sportello.
Conclusione
Il Fondo Transizione Industriale rappresenta un’occasione importante per le imprese manifatturiere che vogliono investire in sostenibilità e innovazione.
Grazie ai contributi a fondo perduto, fino al 75% dei costi può essere coperto, incentivando progetti ad alto impatto ambientale positivo e favorendo la competitività del sistema produttivo italiano.
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