rottamazione quinquies

Rottamazione Quinquies: ipotesi, regole e possibili novità

Il Parlamento sta discutendo una nuova misura chiamata “rottamazione quinquies”, che rappresenterebbe una versione più “morbida” e favorevole delle precedenti rottamazioni fiscali.

L’idea è permettere ai contribuenti di regolarizzare i propri debiti con lo Stato e con gli enti locali, offrendo piani di pagamento molto più flessibili e con meno rischi di decadenza.

Cosa prevede la nuova rottamazione

  • Debiti interessati: tutte le cartelle affidate alla riscossione tra il 2000 e il 2023.
  • Cosa si paga: soltanto l’importo originario del debito, senza interessi e senza sanzioni.
  • Rateizzazione record: possibilità di dilazionare i pagamenti fino a 120 rate mensili (cioè 10 anni).
  • Tolleranza sugli errori: a differenza delle vecchie rottamazioni, dove bastava non pagare una sola rata per perdere il beneficio, con la quinquies si decade solo dopo otto rate non pagate, anche non consecutive.

E i tributi locali?

Una novità importante riguarda anche i debiti verso Comuni e altri enti locali. Ogni ente potrà decidere se aderire o meno alla misura e fissare le proprie regole su rate e modalità di pagamento. In pratica, anche chi ha pendenze con il Comune (ad esempio per tasse locali) potrebbe beneficiare della definizione agevolata.

Tempistiche e prospettive

La discussione parlamentare era ferma da aprile, ma è ripresa in vista della pausa estiva. Gli emendamenti dovranno essere presentati entro il 12 settembre. Non è escluso però che l’intera proposta venga inserita direttamente nella Legge di Bilancio 2026 o in un decreto fiscale collegato.

Il Ministero dell’Economia, infatti, ha sempre mostrato cautela su questo tema: per approvare una nuova rottamazione servono coperture economiche certe, che verranno valutate con la Nota di Aggiornamento del DEF (settembre) e lo schema di Legge di Bilancio (ottobre).

In sintesi

Se approvata, la rottamazione quinquies rappresenterà un’occasione importante per tanti contribuenti:

  • più tempo per pagare,
  • meno rigidità in caso di difficoltà,
  • estensione anche ai tributi locali.

Sarebbe insomma una rottamazione più “umana”, pensata per dare davvero la possibilità di rientrare dai debiti senza essere schiacciati da interessi, sanzioni e scadenze troppo rigide.

 

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