Nel 2026 torna una misura molto attesa: la possibilità per le società di passare beni ai soci (o toglierli dal patrimonio dell’azienda) con una tassazione più leggera del normale.
In pratica, si può trasferire un immobile o un bene registrato pagando imposte ridotte, invece delle aliquote ordinarie spesso più elevate.
Quanto si paga
Le imposte sono proporzionalmente più basse rispetto a quelle standard:
- aliquota ridotta per le società che svolgono attività reale,
- aliquota un po’ più alta per quelle considerate “di comodo”,
- e un’imposta specifica se l’operazione comporta l’eliminazione di riserve che finora non erano state tassate.
Tempistiche da rispettare
Per aderire bisogna comunicare la scelta entro la fine di maggio 2026.
Il versamento va poi fatto in due momenti: una prima quota a settembre e il saldo a novembre.
La cosa interessante è che gli effetti fiscali sono considerati validi dall’inizio del 2026, quindi retroattivamente.
Chi può beneficiarne
Possono accedere diverse forme societarie (di persone e di capitali) e anche le società che decidono di trasformarsi in società semplici, a patto che lo facciano entro settembre 2026.
È fondamentale che tutti i soci risultino regolarmente iscritti nel libro soci entro un certo limite temporale, in modo da evitare ingressi “last minute” creati solo per approfittare del beneficio.
Come si calcola il valore
Per gli immobili, le società possono scegliere di basarsi sul valore catastale rivalutato, che spesso è più conveniente del valore di mercato.
In caso di cessione, però, il prezzo non può essere inferiore al valore reale del bene.
Le imposte indirette sono alleggerite: registro a metà e imposte ipotecarie/catastali fisse.
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📌 Malara & Associati – Fiscalità, Consulenza, Strategia





