Con la sentenza n. 19675 del 27 maggio 2025, la Corte di Cassazione ha introdotto un\’importante apertura per chi è coinvolto in procedimenti penali per reati tributari.
📌 La novità: se il contribuente salda integralmente il debito tributario, anche a rate, e il fatto può essere considerato di lieve entità, può beneficiare della causa di non punibilità, anche se il reato è stato commesso prima dell’entrata in vigore della nuova normativa.
📚 Il quadro normativo: riforma fiscale e riforma Cartabia
Questa possibilità nasce dall’incontro tra due recenti riforme:
- Il D.Lgs. 87/2024 (riforma fiscale), che ha introdotto nuove ipotesi di non punibilità per condotte tributarie minori;
- Il D.Lgs. 150/2022 (riforma Cartabia), che ha rivisto profondamente il processo penale, compresa la gestione delle condotte riparatorie.
👉 La sentenza Cass. 19675/2025 applica questi principi in senso retroattivo, purché:
- il debito sia interamente pagato (anche tramite rate);
- il fatto sia considerabile di lieve entità;
- non vi siano elementi di frode o aggravanti.
✅ Cosa si intende per “fatto di lieve entità”?
Non c’è una soglia fissa, ma la giurisprudenza valuta caso per caso sulla base di:
- modesto superamento della soglia penale (es. IVA non versata poco oltre i € 50.000);
- assenza di dolo aggravato, frode, uso di documenti falsi;
- comportamento collaborativo del contribuente, anche in fase processuale.
🔍 Esempio pratico
Marco Bianchi, amministratore di una S.r.l., viene indagato per omesso versamento IVA 2020 per un importo di € 54.000.
Durante il procedimento penale:
- Marco chiede una rateazione del debito all’Agenzia delle Entrate;
- versa regolarmente tutte le rate;
- conclude il pagamento prima della sentenza.
📌 In base alla sentenza della Cassazione:
- il giudice può considerare il fatto di lieve entità;
- Marco può ottenere una sentenza di non luogo a procedere per causa sopravvenuta di non punibilità;
- nessuna condanna penale viene pronunciata, premiando la condotta riparatoria.
⚠️ Perché è importante questa pronuncia?
- Riconosce il valore della collaborazione attiva del contribuente, anche in sede giudiziaria;
- Apre alla possibilità di chiudere procedimenti penali senza conseguenze, se vi è ravvedimento pieno;
- Rende applicabile retroattivamente una norma più favorevole, come previsto dall’art. 2 c.p. in caso di modifiche normative.
📝 Conclusione
La sentenza Cass. 19675/2025 rappresenta un punto di svolta nel trattamento dei reati tributari minori.
Chi si trova sotto processo per omesso versamento o altra violazione fiscale può ottenere la non punibilità, salvando la fedina penale, se:
- salda il debito, anche con rate;
- dimostra piena collaborazione;
- rientra in un caso considerabile di lieve entità.
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A cura della redazione di Malara & Associati





