La Cassazione (sentenza n. 28613 del 5 agosto 2025) ha confermato la condanna di una dipendente accusata di furti in farmacia e ha chiarito i limiti sull’uso delle telecamere nascoste in azienda.
Il caso
In una farmacia, per circa tre anni, erano spariti soldi dalla cassa e prodotti per un valore complessivo di oltre 120.000 euro. I sospetti cadevano su una dipendente, accusata di sottrarre banconote durante le operazioni con i clienti.
In primo grado la donna era stata assolta, ma in appello è stata condannata per furto aggravato, con obbligo di risarcire il datore di lavoro.
La questione delle telecamere
La difesa sosteneva che le riprese video non fossero valide, perché effettuate senza avvisare i dipendenti.
La Cassazione però ha stabilito che lo Statuto dei Lavoratori vieta i controlli a distanza “preventivi” e generici, ma consente i cosiddetti “controlli difensivi”, cioè quando servono a verificare sospetti concreti di furti o irregolarità e a proteggere il patrimonio aziendale.
In questo caso le riprese erano giustificate, quindi utilizzabili anche in sede penale.
Le aggravanti
La Corte ha riconosciuto alla lavoratrice anche diverse aggravanti:
- destrezza (per la rapidità e astuzia dei gesti),
- danno economico grave (per l’alto valore della merce sottratta),
- abuso del rapporto di lavoro (perché approfittava della fiducia data al dipendente).
La prescrizione del reato non era ancora scattata, perché con le aggravanti i tempi si allungano.
La decisione finale
La Cassazione ha confermato la condanna, escludendo attenuanti nonostante la dipendente fosse incensurata, vista la gravità dei fatti e il tradimento della fiducia in un rapporto di lavoro di lunga durata.
Perché è importante
Questa sentenza chiarisce che:
- Le telecamere nascoste non possono essere usate per controllare i dipendenti in modo costante e generalizzato.
- Sono però legittime se servono a indagare su sospetti fondati di furti o illeciti.
- Rappresentano quindi uno strumento che i datori di lavoro possono usare per difendere il proprio patrimonio, purché in modo mirato e proporzionato.
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