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Decontribuzione Sud: come funziona l’agevolazione per le PMI e i controlli INPS

Lo Stato ha previsto, con la Legge di Bilancio 2025, una riduzione dei contributi previdenziali per le piccole e medie imprese (PMI) che si trovano nelle regioni del Sud Italia considerate svantaggiate (Campania, Sicilia, Calabria, Puglia, Abruzzo, Molise, Sardegna e Basilicata).

In cosa consiste l’agevolazione

  • Le aziende ottengono uno sconto fino a 145 € al mese per ogni dipendente a tempo indeterminato.
  • Il beneficio dura 5 anni.
  • Non riguarda i contributi e premi INAIL, ma solo quelli previdenziali.
  • L’obiettivo è aiutare le imprese a crescere e creare lavoro stabile nel Mezzogiorno.

Chi può accedere

Possono beneficiare della misura le imprese che rispettano i requisiti europei di PMI, ovvero:

  • fino a 250 dipendenti;
  • fatturato annuo massimo di 50 milioni di euro oppure bilancio annuo massimo di 43 milioni di euro.

Non conta solo il numero di dipendenti, ma anche i dati economici dell’azienda.

I controlli INPS

Per evitare abusi, l’INPS ha introdotto un sistema di verifica:

  • Se un’azienda supera i 250 dipendenti, il sistema blocca automaticamente la richiesta del beneficio.
  • L’impresa può comunque dichiarare di avere diritto all’agevolazione, ma deve essere pronta a dimostrarlo con documenti ufficiali (dati di bilancio e organico).
  • I controlli si basano sull’ultimo esercizio contabile chiuso.

In sintesi

L’INPS vuole essere sicuro che la decontribuzione vada solo alle imprese che rispettano davvero i requisiti da PMI. Per questo motivo sono stati introdotti controlli più rigidi, sia sul numero di lavoratori che sui dati economici.

 

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