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Contratti di Sviluppo: nuovo bando MiMIT da 390 milioni – FILIERE PRODUTTIVE

Area Geografica: Italia
Scadenza: PROSSIMA APERTURA | In fase di attivazione
Beneficiari: Grande Impresa, PMI, Associazioni/Onlus/Consorzi, Micro Impresa
Settore: Servizi/No Profit, Industria, Artigianato, Agroindustria/Agroalimentare
Spese finanziate: Innovazione Ricerca e Sviluppo
Agevolazione: Contributo a fondo perduto

Soggetti beneficiari
Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione.

Tipologia di interventi ammissibili
Le agevolazioni saranno erogate alle imprese che presentino programmi industriali comprendenti progetti di investimento produttivo ed, eventualmente, progetti di ricerca e sviluppo, con l’esclusione, quindi, dei programmi per la tutela ambientale. Gli investimenti devono essere realizzati nelle aree del territorio nazionale diverse da quelle classificate quali “zone a” nell’ambito della Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale vigente.

I programmi potranno essere attuati:
• da più imprese operanti nella filiera di riferimento;
• da una sola impresa, a condizione che il programma di sviluppo presenti forti elementi di integrazione con la filiera di appartenenza.
I progetti dovranno riguardare le seguenti filiere produttive:
• aerospazio e aeronautica;
• design, moda e arredo;
• metallo ed elettromeccanica;
• chimico e farmaceutico;
• gomma e plastica;
• alimentare, con riferimento alle sole attività non rientranti nell’ambito della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Rispetto al precedente sportello, la ridefinizione delle filiere oggetto di sostegno tiene conto di specifiche dotazioni finanziarie nel tempo assegnate o in via di assegnazione ai Contratti di sviluppo e destinate a specifici settori produttivi.

I programmi devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 20 milioni di euro, avere una durata non superiore a 36 mesi (estendibile di 18 mesi sulla base di motivata richiesta da parte del proponente) ed essere avviati successivamente alla presentazione della domanda.

Entità e forma dell’agevolazione
Le agevolazioni assumono la sola forma del contributo in conto impianti (per gli investimenti produttivi) e del contributo diretto alla spesa (per i progetti di ricerca e sviluppo), con l’esclusione, quindi, del finanziamento agevolato.

Scadenza
In attivazione

I progetti dovranno riguardare le seguenti filiere produttive:
• aerospazio e aeronautica;
• design, moda e arredo;
• metallo ed elettromeccanica;
• chimico e farmaceutico;
• gomma e plastica;
• alimentare, con riferimento alle sole attività non rientranti nell’ambito della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

I programmi devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 20 milioni di euro, avere una durata non superiore a 36 mesi (estendibile di 18 mesi sulla base di motivata richiesta da parte del proponente) ed essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni al Soggetto Gestore – Invitalia. Possono essere presentati da più imprese operanti nella filiera di riferimento, oppure da una sola impresa, a condizione che il programma di sviluppo presenti forti elementi di integrazione con la filiera.

La domanda si presenta attraverso l’apposita piattaforma di Invitalia, che fornirà le indicazioni su tempistiche e procedure nel dettaglio. Non verranno come di consueto approvate in base all’ordine cronologico di presentazione, verrà compilata una graduatoria basata sui seguenti criteri, in ordine di importanza:
• innovatività del programma di sviluppo, con la valorizzazione delle spese in beni strumentali coerenti con il piano Transizione 4.0, rispetto al totale degli investimenti previsti;
• impatto occupazionale connesso al programma realizzato, con particolare riguardo all’impiego di personale in possesso di laurea in discipline di ambito tecnico o scientifico;
• il coinvolgimento di piccole e medie imprese nel programma di sviluppo.
Il punteggio complessivo ottenuto potrà poi essere incrementato , fino ad un massimo del 10%, per il rating di legalità (5%) e per almeno una certificazione ambientale (EMAS, ISO 140001, ISO 50001) (5%).
Per quanto riguarda, invece, il rifinanziamento dei precedenti contratti di sviluppo, il decreto autorizza lo scorrimento delle istanze già presentate per:
• 400 milioni di euro per Contratti di sviluppo industriali, agroindustriali e di tutela ambientale;
• 200 milioni di euro per Contratti di sviluppo di attività turistiche;
• 157 milioni di euro per gli Accordi di programma e Accordi di sviluppo per investimenti produttivi o di tutela ambientale.

A chi si rivolge
Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione che presentino programmi industriali comprendenti progetti di investimento produttivo ed, eventualmente, progetti di ricerca e sviluppo, con l’esclusione, quindi, dei programmi per la tutela ambientale. Gli investimenti devono essere realizzati nelle aree del territorio nazionale diverse da quelle classificate quali “zone a” nell’ambito della Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale vigente.

I programmi potranno essere attuati:
• da più imprese operanti nella filiera di riferimento;
• da una sola impresa, a condizione che il programma di sviluppo presenti forti elementi di integrazione con la filiera di appartenenza.

Cosa finanzia
I progetti dovranno riguardare le seguenti filiere produttive:
• aerospazio e aeronautica;
• design, moda e arredo;
• metallo ed elettromeccanica;
• chimico e farmaceutico;
• gomma e plastica;
• alimentare, con riferimento alle sole attività non rientranti nell’ambito della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Rispetto al precedente sportello, la ridefinizione delle filiere oggetto di sostegno tiene conto di specifiche dotazioni finanziarie nel tempo assegnate o in via di assegnazione ai Contratti di sviluppo e destinate a specifici settori produttivi.

I programmi devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 20 milioni di euro, avere una durata non superiore a 36 mesi (estendibile di 18 mesi sulla base di motivata richiesta da parte del proponente) ed essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni al Soggetto Gestore – Invitalia.

Agevolazioni concedibili
Le agevolazioni assumono la sola forma del contributo in conto impianti (per gli investimenti produttivi) e del contributo diretto alla spesa (per i progetti di ricerca e sviluppo), con l’esclusione, quindi, del finanziamento agevolato.

Le agevolazioni dovranno essere concesse entro il termine finale di validità della sezione 3.13 del “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19” (31 dicembre 2023).

Risorse disponibili
Alla misura sono complessivamente destinati 391.817.627,41 di euro.

Come funziona
Le imprese devono presentare domanda in via telematica accedendo alla piattaforma predisposta da Invitalia.

In sostituzione del consueto criterio cronologico con il quale vengono considerate le domande di Contratto di sviluppo, è prevista la formazione di una graduatoria per la determinazione dell’ordine di avvio all’istruttoria, basata su specifici criteri di valutazione dei programmi, in ordine di importanza:
• l’innovatività del programma di sviluppo, con la valorizzazione delle spese in beni strumentali coerenti con il piano Transizione 4.0, rispetto al totale degli investimenti previsti;
• l’impatto occupazionale connesso al programma realizzato, con particolare riguardo all’impiego di personale in possesso di laurea in discipline di ambito tecnico o scientifico;
• il coinvolgimento di piccole e medie imprese nel programma di sviluppo.
La data di apertura dello sportello agevolativo sarà indicata con successivo Decreto del Direttore per gli Incentivi alle Imprese.
La procedura di compilazione della domanda di agevolazione e della ulteriore documentazione allegata sarà resa disponibile nel sito internet di Invitalia.

Le domande dovranno avere per oggetto programmi di sviluppo industriali nei seguenti settori:
– aerospazio e aeronautica;
– design, moda e arredo;
– metallo ed elettromeccanica;
– chimico e farmaceutico;
– gomma e plastica;
– alimentare (esclusa trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli).
I progetti di investimento ammissibili, se presentati da più imprese dovranno essere funzionali alla nascita o al potenziamento delle filiere di riferimento, oppure, se presentati da singole imprese dovranno comportare effetti positivi anche per gli altri attori della filiera.

Al fine di selezionare i programmi di maggior impatto sull’economia del territorio e della filiera, saranno anche valutati i seguenti parametri:
– il positivo impatto sull’occupazione, specialmente di personale qualificato;
– l’innovatività, determinata dall’acquisto di beni strumentali “Industria 4.0”;
– il coinvolgimento delle PMI.

Inoltre potranno beneficiare di criteri premiali ai fini della graduatoria, le imprese proponenti insignite del rating di legalità o in possesso di certificazioni ambientali.

Le agevolazioni, per cui la concessione interverrà entro il 31 dicembre 2023, saranno erogate esclusivamente in forma di contributo in conto impianti o di contributo diretto alla spesa.

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