Le istruzioni INPS per richiedere l’indennità di congedo parentale all’80 per cento per un mese
Dicevamo che una delle novità principali della settima interessa i neo genitori che richiedono il congedo parentale.
Si tratta dell’agevolazione introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 che prevede l’indennità all’80 per cento, anziché al 30 per cento, per un mese.
Le istruzioni da seguire per presentare la domanda e beneficiare della misura sono state fornite dall’INPS con la circolare n. 45 del 16 maggio.
Possono fare domanda le lavoratrici e i lavoratori, sia pubblici sia privati, con contratto di lavoro da dipendente che terminano il congedo a partire dal 1° gennaio 2023. Possono beneficiare naturalmente anche i genitori adottivi o affidatari/collocatari.
L’agevolazione è fruibile entro il sesto anno di vita del bambino o della bambina.
Il mese agevolato è uno solo per entrambi i genitori, che possono fruirne alternativamente o in modalità riportata, ad esempio 15 giorni uno e 15 giorni l’altro.Per poter beneficiare dell’indennità elevata all’80 per cento della retribuzione, i genitori devono inviare la domanda all’INPS utilizzando uno dei canali messi a disposizione:
• online dal sito dell’Istituto, accedendo con SPID, CIE o CNS;
• tramite patronati;
• chiamando il contact center.
I nuovi controlli per le partite IVA
Un altro provvedimento introdotto dalla Legge di Bilancio 2023 è quello per contrastare l’evasione fiscale legata all’apertura di nuove partite IVA, in particolare per arginare il fenomeno delle cosiddette “partite IVA apri e chiudi”, cioè quelle situazioni per cui si apre la partita ma si cessa l’attività prima di versare le somme dovute a titolo di imposta.
In questo caso le novità sono arrivate dall’Agenzia delle Entrate che ha pubblicato il documento che definisce i criteri e le modalità di controllo e le relative sanzioni applicabili. Nello specifico, grazie ad apposite analisi dei rischi, si intensificano i controlli volti all’accertamento dei requisiti soggettivi e/o oggettivi e di eventuali violazioni così da individuare per tempo i soggetti che mostrano criticità o anomalie.
I titolari di partita IVA “a rischio” sono inviatati dall’Agenzia a presentarsi di persona per tutti gli accertamenti necessari e sono tenuti a presentare la documentazione richiesta.In caso di mancata collaborazione, l’Agenzia notifica agli interessati con un provvedimento di cessazione della partita IVA in questione e lo sanziona con una penale da 3.000 euro.
Per riaprire la partita IVA, il contribuente dovrà presentare una polizza fideiussoria o una fideiussione bancaria di tre anni di almeno 50.000 euro.





