Settembre è partito con i nuovi calcoli di convenienza, dopo i correttivi ufficializzati nel pieno del periodo estivo e che tra le altre cose hanno introdotto la flat tax sui maggiori redditi concordati. Dal 20 settembre l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un prospetto personalizzato per valutarne i vantaggi.
Pace fiscale per chi firma il patto con il Fisco: flat tax solo su una quota del reddito emerso
A rendere ancora più vantaggiosa l’adesione al concordato e, conseguentemente, alla nuova pace fiscale, è la contestuale previsione di una riduzione della base imponibile sulla quale applicare le diverse percentuali di flat tax.
Nel dettaglio, l’emendamento approvato prevede che la base di calcolo dell’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali è costituita dalla differenza tra il reddito d’impresa o di lavoro autonomo già dichiarato in ciascuna annualità e l’incremento dello stesso calcolato nella misura del:
- 5 per cento per i soggetti con punteggio ISA pari a 10;
- 10 per cento per i soggetti con punteggio ISA pari o superiore ad 8 e inferiore a 10;
- 20 per cento per i soggetti con punteggio ISA pari o superiore a 6 e inferiore a 8;
- 30 per cento per i soggetti con punteggio ISA pari o superiore a 4 e inferiore a 6;
- 40 per cento per i soggetti con punteggio ISA pari o superiore a 3 e inferiore a 4;
- 50 per cento per i soggetti con punteggio ISA inferiore a 3.
Ai fini IRAP, la base imponibile è costituita dalla differenza tra il valore della produzione netta già dichiarato in ciascuna annualità e l’incremento dello stesso calcolato secondo le percentuali di cui sopra.
Il meccanismo premia quindi le partite IVA più affidabili, sulla base del punteggio ISA, non solo sul fronte del valore della flat tax dovuta ma anche sulla quota di reddito tassabile.
In ogni caso, per l’adesione al ravvedimento è previsto un minimo di 1.000 euro da pagare, ai fini della regolarizzazione dei redditi evasi. Prevista la possibilità di rateizzazione, con un massimo di 24 quote.
Concordato preventivo biennale, pace fiscale sui redditi non dichiarati ancora più conveniente per 2020 e 2021
Alle regole previste per il quinquennio 2018-2022 si affiancano quelle ancor più vantaggiose che si punta per gli anni dell’emergenza Covid.
In caso di dichiarazione di redditi omessi relativi all’annualità 2020 e 2021, l’imposta sostitutiva dovuta verrebbe ridotta ulteriormente del 30 per cento.
Un ravvedimento speciale ultra agevolato insomma, con l’obiettivo di fare del concordato preventivo biennale la nuova pace fiscale tra contribuenti e Erario.
Alla pace fiscale si affianca in ogni caso un allungamento dei termini di decadenza per l’accertamento: per quelli in scadenza dal 31 dicembre 2024 al 31 dicembre 2026, viene prevista la proroga di un anno e quindi fino al 31 dicembre 2027.
Versamento entro il 31 marzo 2025: rateizzazione in 24 quote
Ci sarà tempo fino al 31 marzo 2025 per pagare le imposte sui redditi emersi, con possibilità di versare anche a rate il quantum dovuto, in un massimo di 24 quote mensili.
In caso di pagamento rateale, l’opzione, per ciascuna annualità, si perfeziona mediante il pagamento di tutte le rate.
Il ravvedimento speciale non sarà ammissibile in caso di versamento dopo la notifica da parte dell’Agenzia delle Entrate di processi verbali di constatazione o schemi di atto di accertamento, di cui all’articolo 6-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212, ovvero di atti di recupero di crediti inesistenti.
Per il solo periodo d\’imposta 2018, il ravvedimento non si perfeziona se sono stati notificati processi verbali di constatazione o schemi di atto di accertamento, di cui all’articolo 6-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212, ovvero di atti di recupero di crediti inesistenti entro la data di conversione del decreto Omnibus.
Questi alcuni dei dettagli contenuti nell’emendamento approvato, fermo restando che per l’avvio della pace fiscale sarà necessario attendere un successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.
Quel che è certo è l’obiettivo finale: massimizzare gli incassi che deriveranno dal concordato preventivo biennale, con il fine di individuare coperture per la Legge di Bilancio 2025 e per i nuovi tasselli della riforma fiscale. Anche a costo di “strizzare l’occhio” a chi ha evaso.





